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Tribunale - In tre hanno fatto irruzione a casa dei genitori di un ventenne, minacciando il padre e la madre

“Vostro figlio deve pagare un debito di droga di 800 euro, altrimenti gli spariamo”

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Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio


Vetralla – (sil.co.) – “Vostro figlio deve pagare, altrimenti gli spariamo”. Erano circa le 20.30 del 10 maggio 2021 quando in quattro hanno suonato il campanello a casa dei genitori di un ventenne di Vetralla per riscuotere dalla madre e dal padre gli 800 euro dovuti per un debito di droga. 

In tre hanno fatto irruzione nell’abitazione, mentre il quarto è rimasto all’esterno, minacciando i familiari del giovane che proprio quella sera, come ha raccontato ieri mattina in tribunale la madre, non si era presentato a cena.

A processo per estorsione davanti al collegio sono finiti un ex compagno di scuola della vittima, un altro giovane e un quarantenne, quest’ultimo parrebbe particolarmente temuto, che avrebbero perseguitato e minacciato per giorni tramite messaggi Whatsapp la vittima prima di presentarsi a casa dei genitori, dicendo alla madre e al padre sotto choc “vostro figlio deve pagare, altrimenti gli spariamo”.

“Andando via ci hanno detto che gli davano tre giorni di tempo”, ha testimoniato la madre, che poi assieme al marito ha provveduto a saldare un po’ alla volta il debito di droga. “L’accordo era di versare soldi su una carta PostePay, cosa che abbiamo fatto fino a quando non è stata bloccata”, ha detto la donna. 

Il figlio, anche lui ascoltato in aula, ha ammesso di “fare affari” con gli imputati e di avere contratto un debito a detta sua di 700 euro “che non riuscivo a saldare”.

Ha invece ammesso a stento, rispondendo finalmente al fuoco di fila di domande del presidente del collegio Eugenio Turco, di avere comprato hashish dai due imputati più giovani, dopo essere stato sollecitato a ricordare attraverso la lettura delle dichiarazioni rilasciate a suo tempo a caldo presso la stazione dei carabinieri di Vetralla. 

Il processo riprenderà il prossimo 20 dicembre.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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20 ottobre, 2022

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