Minori – Foto generica
Viterbo – Si fa inviare video erotici da una bimba di 7 anni conosciuta in chat, quarantenne alla sbarra. Risiede in provincia di Viterbo ed è padre di un bambino di cinque anni. Due meno della vittima. A processo è finito per detenzione di materiale pedopornografico. Tempo fa è stato denunciato da una ragazza che avrebbe molestato in un bar.
Nel 2020, spacciandosi per un 17enne, avrebbe intercettato tramite smartphone su Rambo Chat una ragazzina, cui il giorno stesso avrebbe inviato una sua foto mentre usciva dalla doccia. Un selfie senza faccia, bagnato e nudo fino alla cintola e anche un po’ più giù. In cambio le avrebbe chiesto “una foto del tuo seno”, ricevendo uno scatto in cui si vedeva solo il volto della ragazza. In realtà una bambina di 7 anni.
“Visto il suo viso di bambina avrebbe dovuto smettere subito, invece ha insistito, contattandola su Messenger”, ha spiegato uno degli agenti della polizia postale che hanno indagato sull’uomo in seguito alla denuncia dei genitori della piccola vittima.
“E’ andato avanti due giorni, il 16 e 17 maggio 2020, poi il padre della piccola, cui era intestato il telefono, scoprendo il contatto di uno sconosciuto sui suoi profili Instagram e Facebook, si è accorto di quello che stava succedendo alla figlioletta ed è corso a sporgere denuncia”, ha proseguito il testimone.
Le prove sono state estrapolate dal cellulare e raccolte in una pen drive. Ci sono anche 6-7 video “erotici” inviati all’orco dalla bambina.
La mattina successiva al primo “incontro”, avvenuto di pomeriggio, il quarantenne l’avrebbe convinta a spogliarsi e inviargli foto e video delle sue parti intime.
Stavolta in cambio le avrebbe mandato una fotografia del suo pene, sempre senza faccia, ma “identificabile grazie a un tatuaggio”, come ha fatto notare il testimone.
“Le ha fatto richieste esplicite anche dopo avere visto il volto di bambina. E se non fosse bastato il volto, anche la voce che si sente nelle conversazioni era palesemente quella di una bambina. Le ha fatto richieste esplicite, che la piccola ha soddisfatto, e le ha anche inviato un primo piano del suo pene”, ha ribadito, invitando il tribunale a guardare le “prove” contenute nella pennetta.
Quando sono andati a dirgli che era stato scoperto, lo hanno trovato a casa a letto, che dormiva abbracciato a un bimbo di 5 anni. Suo figlio.
A inizio dicembre è prevista la sentenza.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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