– Venti giorni di reclusione e una provvisionale di mille euro.
E’ la condanna per S.M., l’agricoltore di Capranica accusato di aver minacciato il figlio e il genero con un coltello.
Il processo si è concluso ieri mattina. Al 60enne si contestava il reato di minaccia aggravata. Non solo per l’episodio del coltello, ma anche per aver tentato di investire figlio e genero con la macchina.
La sera del 7 agosto 2009 si era presentato a casa del figlio.
Il ragazzo, poco più che ventenne, non abita più col padre da tempo. Non lo ha mai perdonato per la sequela di maltrattamenti su di lui, sulle sorelle e soprattutto sulla madre. Per quell’inferno quotidiano, fatto di ordini, botte e divieti, S.M. è stato condannato a due anni e un mese nel 2011.
Lui dice che, quella sera d’estate di quattro anni fa, voleva solamente parlare col figlio. Per questo era andato a trovarlo a casa. Ma il ragazzo non ha voluto saperne di vederlo. “Vattene!”, gli ha ripetuto più volte. Al che, l’uomo avrebbe estratto un coltello dalla tasca e, con quello, lo avrebbe minacciato. Alla scena avrebbe assistito anche il genero, minacciato a sua volta.
Ma il 60enne se n’è andato quasi subito. “Tanto ti vengo a cercare…”, avrebbe detto salendo in macchina. Nella denuncia, il figlio e il genero dicono anche che, appena prima di andarsene, l’uomo ha ingranato la retromarcia e cercato di investirli.
Ieri la sentenza del giudice Eugenio Turco, molto meno severa della richiesta di condanna a quattro mesi avanzata dal pm Sabrina Galeazzi.
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