Carabinieri – foto d’archivio
Civita Castellana – (sil.co.) – Cena a base di asparagi e sesso con la moglie per 50 euro, marito alla sbarra. L’avrebbe costretta a ricevere i clienti in casa, obbligandola a indossare abiti succinti e tacchi alti. Ieri sono stati ascoltati due clienti.
“Mi faceva prostituire e con i soldi giocava alle slot machine”. Così lo scorso 7 marzo la presunta vittima ha raccontato in aula il calvario cui l’avrebbe costretta per quattro anni il marito, con cui sarebbe tornata nel frattempo a vivere, perché dopo la denuncia lui avrebbe capito.
L’avrebbe costretta a ricevere i clienti in casa per 50 euro a prestazione, che salivano a 100-200 euro se i rapporti sessuali si svolgevano altrove.
Il processo in cui l’uomo è imputato di sfruttamento della prostituzione nel frattempo va avanti lo stesso, davanti al giudice Elisabetta Massini, che ieri ha ascoltato alcuni dei presunti clienti, due uomini di Civita Castellana di 68 e 71 anni, cui avrebbe proposto di intrattenersi a casa sua con la moglie, una trentenne d’origine romena.
L’avvocato Alberto Parroccini
Sesso e asparagi
Secondo l’accusa, entrambi, nella primavera del 2018, avrebbero approfittato del pacchetto “cena a base di asparagi e sesso con mia moglie” offerto al prezzo di 50 euro dall’imputato, un venditore ambulante di frutta e verdura, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini.
I testimoni, che davanti ai carabinieri della compagnia di Civita Castellana avevano raccontato di essere stati indotti a fare sesso con la moglie dal marito, una volta in tribunale hanno fatto di tutto per negare ogni evidenza contenuta nei verbali.
Uno ha detto di avere la memoria corta a causa di una patologia, spiegando di avere partecipato solo a una cena a base di asparagi e di avere dato dei soldi alla coppia, ma solo per aiutarli a pagare le bollette. L’altro ha “confessato”, dopo molti tira e molla, “c’erano voci, ho voluto provare”. “Ma una volta sola”, ha voluto sottolineare. Identico il copione, asparagi e sesso.
Il processo riprenderà a dicembre per sentire ulteriori testimoni, tra cui due clienti che a suo tempo ammisero le prestazioni sessuali a pagamento ma poi non si sono presentati al processo, per cui il giudice ha disposto che saranno prelevati a casa e scortati in tribunale dai carabinieri.
– La vittima racconta: “Mio marito mi faceva prostituire e coi soldi giocava alle slot machine”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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