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Cassazione - A un pregiudicato 42enne viterbese d'origine peruviana

“Socialmente pericoloso”, permesso di soggiorno revocato dopo venti anni

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Viterbo – (sil.co.) – “Socialmente pericoloso”, confermata dalla corte di cassazione la revoca del permesso di soggiorno rilasciato venti anni fa a un pregiudicato 42enne viterbese d’origine peruviana. Nonostante la rimozione, nel frattempo, perfino della lingua madre. 

L’uomo è ricorso alla corte suprema contro la sentenza con cui, il 10 febbraio 2021, la corte d’appello di Roma ha confermato la revoca disposta il 13 agosto 2018 dal questore di Viterbo del permesso di soggiorno permanente per motivi familiari rilasciato ben 21 anni fa, nel lontano 2002.

A distanza di sedici anni, la revoca è stata disposta nel 2018 dal questore in seguito “all’esistenza di diversi precedenti penali e di misure interdittive cautelari e di prevenzione personale da cui desumere lo stato di persona socialmente pericolosa”. Il provvedimento è stato poi confermato dal prefetto di Viterbo in sede di ricorso gerarchico.


Roma - La corte di cassazione

Roma – La corte di cassazione


Poliziotti aggrediti in un bar del centro

La notte tra il 18 e il 19 novembre 2017, il quarantenne si era fatto arrestare dalla polizia, intervenuta in un bar del centro di Viterbo dove era stata segnalata la presenza di un sudamericano che stava disturbando i clienti.

Identificato, risultò sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo, tra gli altri, di non uscire da casa dalle 22 alle 7. Arrestato per violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblici ufficiali nonché per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, patteggiò sei mesi agli arresti domiciliari, con lo sconto di un terzo della pena del rito, ma senza il beneficio della sospensione condizionale per via dei precedenti.

E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.


Non basta “rimozione” lingua spagnola

La difesa ha sottolineato come padre, madre, fratello e sorella del quarantenne abbiano ottenuto da tempo la cittadinanza italiana. Secondo la difesa, inoltre, la corte d’appello avrebbe omesso la valutazione di elementi decisivi quali – oltre all’essere parte del nucleo familiare originario in base al certificato di stato di famiglia – la mancanza di legami col paese di origine e la rimozione della conoscenza della lingua spagnola. 


Pericoloso per ordine e sicurezza stato

“La corte d’appello di Roma – ricordano gli ermellini nelle motivazioni della sentenza, pubblicate il 23 dicembre – ha respinto l’impugnazione in base all’art. 9, commi 4 e 7 , del t.u. imm., che disciplina (il diniego o) la revoca del permesso di soggiorno Ue per gli stranieri pericolosi per l’ordine e la sicurezza dello stato, e ha tratto la valutazione dall’esame dei precedenti penali e di polizia a carico dell’interessato, da considerare prevalenti, ai fini della valutazione di pericolosità, anche nel bilanciamento con l’asserito inserimento sociale e lavorativo in Italia”.

Per la cassazione “il permesso di soggiorno per soggiornanti Ue di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello stato”.


Legami inesistenti col nucleo familiare originario

“La corte d’appello di Roma – viene evidenziato – non ha infranto i principi evocati; essa ha valutato gli elementi di pericolosità del quarantenne desumendoli dai precedenti penali e di polizia, non solo risalenti nel tempo (fin dal 2002), ma perduranti fino almeno al 2018, invero culminati in una misura cautelare detentiva (arresti domiciliari) in tale anno. Ha infine segnalato la sostanziale inesistenza di legami col nucleo familiare originario”. 


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4 gennaio, 2023

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