Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio Daniele Camilli, ieri mattina, per augurarmi un buon inizio di anno, mi hanno gentilmente girato il link all’articolo a sua firma. La fotogallery era già stata postata prima di Natale (bisogna santificare tutte le feste) ed evidentemente, non essendo stata accompagnata da commenti a qualcuno deve essere sembrata troppo soft. Ora, con adeguata prosa giornalistica (che apprezzo, essendo stato, in una delle precedenti vite, un collaboratore del quotidiano Il Messaggero), appare in prima pagina sulla vostra testata e vale quindi la pena soffermarsi su ogni punto.
Viterbo – Il degrado della scuola di via Carlo Cattaneo
Innanzitutto, si parla solo di Istituto Canevari, ma, e mi dispiace profondamente dare una prima delusione, gli spazi in cui si trova la Scuola sono in comune con l’istituto Vanni. Anzi, nello specifico, le foto più gustose, che descrivono una “staccionata pericolante”, un “banco scolastico messo male, […] aggrappato, senza apparente motivo, a un palo”, “una parte di cancello fasciato con un elastico” si riferiscono tutte a pertinenze dell’Istituto Vanni. Ma questo non è tanto importante, quanto lo è il fatto che tutte le problematiche di cui sopra sono state segnalate dai colleghi presenti e passati, alle amministrazioni presenti e passate: tant’è che, proprio stamattina, sono cominciati i lavori di sistemazione del verde, che prevederanno, oltre alle potature varie, anche il rifacimento della staccionata. Ci erano state annunciate da un po’ e se fosse stata fatta anche solo una telefonata, magari lo si sarebbe potuto scrivere.
Viterbo – Il degrado della scuola di via Carlo Cattaneo
Si parla poi di “trappole per topi”: anche quelle sono lì da sempre (io sono qui dal primo settembre scorso e ce le ho trovate) e ci sono (oltre che per eventuali segnalazioni al comune da parte delle scuole) anche a scopo precauzionale (non credo che nessuno voglia esche avvelenate all’aria aperta in luoghi frequentati da bambini); peraltro, anche qui, basta farsi un giro nelle vie adiacenti all’Istituto per trovarle anche sotto i palazzi di civile abitazione, perché appunto, i topi purtroppo girano. Sulla qualità del presidio non mi avventuro, poiché sulle trappole ci sta anche il nome della ditta specializzata che le ha fornite a suo tempo e quindi per le schede tecniche potrete rivolgervi a chi di dovere.
A naso, credo che nel contratto ci debbano essere anche i tempi per il loro controllo e per la loro sostituzione. Infatti, nel Ptof, non mi sembra che sia prevista la posa in opera e il controllo di trappole di alcun tipo. In quel documento, invece, si parla di ciò che la scuola eroga di solito, appunto “offerta formativa”.
Viterbo – Il degrado della scuola di via Carlo Cattaneo
Una ulteriore precisazione: il documento di cui sopra si riferisce ad una versione che il Ministero chiese alle Scuole più di un anno fa. Senza che ci fossero riferimenti alla transizione ecologica e al Pnrr: infatti, il nuovo Ptof, appena approvato da collegio dei docenti e consiglio di istituto, sarà online in questi giorni e lì si troveranno anche dei riferimenti a quelli che sono i punti fondamentali di riqualificazione degli spazi interni ed esterni.
Certamente di quelli funzionali alle esigenze didattiche e non dei luoghi di passaggio e transito. Potrei magari soffermarmi sull’aula green del Wwf che stiamo allestendo e che sarà pronta entro la fine della settimana (a San Martino è già stata realizzata), al ripristino della serra didattica con impianto di irrigazione, al rifacimento della recinzione dell’area giochi che sarà ora completamente contingentata, alla riapertura della fontana monumentale in peperino con laghetto didattico, al progetto di copertura di cinque spazi esterni preesistenti per la realizzazione di attività didattiche all’aperto, alla riqualificazione dei vuoti lasciati dal taglio dei cedri sul piazzale principale. Ma non sono abituato a quest’ottica pubblicitaria, anche se forse dovrei essere più attento alle questioni di marketing.
Ma torniamo all’elenco delle cose che non vanno, proseguendo con la “monnezza” (immondizia, si sa è termine troppo neutro e benevolo): qui, oltre al fatto che gli accumuli si verificano ovviamente in corrispondenza del giorno di ritiro di ciascuna tipologia, ci sta da segnalare l’inciviltà delle persone poiché i cittadini, laddove vedono i cari secchioni di una volta, non ci pensano due volte a gettare i loro rifiuti anche in luoghi dove non dovrebbero.
A volte questi simpaticoni approfittano degli orari di apertura, entrano e gettano sacchi di rifiuti non differenziati dentro o accanto ai secchioni, altre volte, trovando chiuso (mannaggia) si esercitano nel lancio notturno del martello (pardon, sacco) con scavalco della recinzione (soprattutto con la plastica che è leggera). Il fenomeno è purtroppo conosciuto, ricorrente e si aggrava con la stagione estiva (si sa, l’immondizia puzza dentro casa).
Una volta ho visto dalla finestra uno di questi abusivi gettare un sacco all’interno del secchione della Vanni e sono corso di sotto per cercare di intercettarlo ma purtroppo, al mio arrivo si era già dileguato. Del resto, la conformazione degli spazi è quella che è. Un po’ di storia: le scuole Vanni e Canevari si trovano all’interno di quello che una volta era il parco di Villa Fornaciari, quel palazzetto chiaro che appare vicino all’ingresso di via Cattaneo (ah, a proposito, tornando all’offerta formativa segnalo che gli Istituti Vanni e Canevari ne stanno riorganizzando e valorizzando gli spazi e soprattutto la biblioteca, già fruibile per gli alunni della Vanni e, da gennaio, anche per quelli della Canevari). Villa e giardino furono poi acquisiti dalla città e all’interno del parco furono costruiti i vari edifici dei due Istituti. Tali pertinenze sono amplissime e hanno tanti ingressi.
Viterbo – Il degrado della scuola di via Carlo Cattaneo
Per agevolare l’utenza, durante gli orari di ingresso e uscita vengono lasciati tutti aperti, proprio per favorire l’afflusso e il deflusso delle persone e non sovraccaricare troppo via Cattaneo, che, con i suoi marciapiedi risicati e le macchine in sosta, non potrebbe reggere da sola l’ingresso contemporaneo di tutti gli alunni dei due istituti. Detto questo, ci sta anche chi usa i vialetti interni per “tagliare” ed arrivare prima nella zona commerciale della Pila o per trascorrere qualche momento di relax dopo le lezioni. Vorrei farle leggere le fior di Pec che arrivano quando solo si prova a chiudere qualcuno di detti cancelli. A proposito, visto che il reportage fotografico che le hanno fornito è un poco datato, le segnalo che l’ingresso di via Sabotino ha avuto un guasto al cancello (segnalato e preso in carico) e che quindi non sarà agibile fino al ripristino.
Il caro nastro rosso lo troverà anche lì. Del resto, penso che la serie di scatti sia di mano esterna al giornale, poiché altrimenti non avrebbe scritto che il banco è aggrappato al palo senza motivo: fuori campo infatti (si sa, la semiotica dell’extradiegetico è a volte sorprendente) il palo termina con una plafoniera pericolante e i collaboratori dell’istituto Vanni hanno deciso di segnalare il pericolo anche con un ostacolo, al fine di non far transitare i pedoni sotto il palo. Inoltre, segnalo che nella prima fotogallery era anche presente la foto del marciapiede esterno di via Cattaneo piena di fogli di carta e immondizie varie: lasciando perdere il fatto che non si tratta di spazi di competenza delle scuole, sottolineo che quello è il frutto dei soliti volantinaggi privati fuori degli edifici scolastici e delle loro tristi conseguenze. Anche le foglie appartengono al passato.
Viterbo – Il degrado della scuola di via Carlo Cattaneo
Durante la stagione autunnale periodicamente vengono tolte. Ovviamente la priorità è negli spazi gioco maggiormente frequentati dei bambini e sulle scale di passaggio, ma piano piano si puliscono tutte. Infatti, nelle foto degli spazi della Canevari (ah, sottolineo che nella fotogallery si trovano solo a partire dalla pagina 3, le prime due sono tutte Vanni) non appaiono foglie.
La scalinata ritratta in foto, peraltro, è quella, secondaria, che passa accanto a Villa Fornaciari e che non è in genere utilizzata, poiché (oltre a terminare con un cancello chiuso) è affiancata dalle vie principali che portano ai due istituti. In ogni caso, frequentata o meno, anche quella era stata pulita periodicamente prima di questo articolo. Per quanto riguarda il materiale di scarto ammucchiato sotto il tunnel, segnalo che nelle scuole le procedure di scarto hanno dei tempi ben precisi e che in ogni scuola è presente un angolo con oggetti da buttare, che si accresce pian piano: il comune richiede sempre che vengano messi in un posto accessibile ai camion per essere caricati.
Un primo grande smaltimento (il tunnel era quasi pieno) è stato fatto prima dell’inizio delle lezioni, a settembre. Periodicamente, ne vengono fatti altri: da sempre è così che funziona, anche perché vorrei tanto avere un magazzino dentro la scuola per stipare tutto quello che è diventato inservibile in attesa dell’arrivo della ditta, ma così purtroppo non è, né per me né per le altre scuole (magari, a volte, alcuni Istituti hanno angoli più nascosti, ma comunque esposti agli sguardi). Infine, la scuola è chiusa sicuramente per gli alunni fino a dopo la befana, ma aperta per il lavoro amministrativo.
Viterbo – Il degrado della scuola di via Carlo Cattaneo
Io prima di Capodanno (tranne il 30) ci sono sempre stato e anche oggi sono qui: sarebbe stato quindi gradito un confronto, prima di procedere alla redazione di un pezzo che, ingiustamente, sbatte in prima pagina una sola scuola e che contiene una serie di notizie che, con un minimo di approfondimento, potevano essere meglio precisate e circostanziate, anche perché, quando dietro ci sta uno sforzo sovrumano per garantire attenzione e qualità dell’offerta formativa, certi articoli fanno male, soprattutto quando il triste giochino di botta e risposta sarebbe stato, come in questo caso, facilmente evitato sentendo preventivamente me e la collega della scuola Vanni.
Ovviamente, fatto salvo l’impulso che ogni sano e costruttivo feedback può dare al miglioramento della cosa pubblica, confidando nella sua consolidata professionalità, la saluto cordialmente e resto a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento. Buona giornata.
Paolo Fatiganti
Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Silvio Canevari
Gentile dirigente scolastico,
la situazione, così come lei la descrive, non solo conferma i contenuti dell’articolo, ma è addirittura peggiore rispetto a quanto il nostro giornale è riuscito a raccontarla. Un paio di premesse prima di andare al merito. La prima, le foto sono state scattate dal sottoscritto. Non sono di seconda mano. E sono state fatte in questi giorni. La seconda. Abbiamo suonato al campanello, più volte. Per cercare di parlare con qualcuno. Ma nessuno ci ha risposto.
Detto questo, passiamo al resto. Lei scrive “che tutte le problematiche di cui sopra sono state segnalate dai colleghi presenti e passati, alle amministrazioni presenti e passate”. Quindi è una situazione che va avanti da anni. Cosciente, inoltre, che la manutenzione degli spazi scolastici non spetta al personale della scuola, ma al proprietario dell’edificio. E sono ben felice di sapere che proprio ieri, in contemporanea con l’uscita dell’articolo, ovviamente una pura coincidenza, siano “cominciati – come lei ha sottolineato – i lavori di sistemazione del verde, che prevederanno, oltre alle potature varie, anche il rifacimento della staccionata”.
Per quanto riguarda poi le trappole per topi, è proprio sulla qualità delle stesse che mi sono concentrato, dato che, essendo piene di fango e foglie, così come sono, sono del tutto inutili, lasciando i topi scorrazzare come meglio credono. Dopodiché, ho innanzitutto il dovere di fare cronaca, dunque di raccontare e documentare quello che vedo, non di chiedere “le schede tecniche a chi di dovere” prima di scrivere su un fatto così evidente. Se ha collaborato con un’altra testata, e non lo metto in dubbio, dovrebbe essere il primo a saperlo.
Per quanto riguarda invece il Ptof (Piano triennale dell’offerta formativa), se la versione risale a un anno fa, ma è ancora presente sul sito della scuola, il problema non è certo il mio. Personalmente mi attengo a ciò che la scuola pubblica sul proprio sito internet dandogli così il crisma dell’ufficialità. Se poi il nuovo Ptof sarà “online in questi giorni”, come lei scrive, capisce bene che non essendo stato ancora pubblicato, non me lo posso immaginare. Ma soprattutto non posso scrivere di un qualcosa che ancora non c’è, o quanto meno non è stato reso pubblico.
Passiamo poi alla “monnezza”. Anche in tal caso, non solo lei conferma, ma rincara la dose scrivendo che “ci sta da segnalare l’inciviltà delle persone poiché i cittadini, laddove vedono i cari secchioni di una volta, non ci pensano due volte a gettare i loro rifiuti anche in luoghi dove non dovrebbero”. Quindi sembrerebbe che lei stia dicendo che persone esterne alla scuola, e che con la stessa non avrebbero nulla a che fare, entrerebbero all’interno dell’istituto a buttare la “monnezza”. D’altronde, come lei stesso evidenzia, i vialetti della scuola verrebbero utilizzati anche “per ‘tagliare’ ed arrivare prima nella zona commerciale della Pila”. E secondo il suo parere, “ci sta” pure che questo accada. Altrimenti, se uno prova ad impedirlo, la scuola verrebbe subissata di Pec di protesta.
Ci sarebbero anche altre cose da rimarcare della sua lettera al giornale. Cose che, come scritto all’inizio, rincarano la dose. Mi limito però a concludere traendo spunto da una in particolare. Cito di nuovo testualmente ciò che lei scrive: “Del resto, penso che la serie di scatti sia di mano esterna al giornale, poiché altrimenti non avrebbe scritto che il banco è aggrappato al palo senza motivo: fuori campo infatti (si sa, la semiotica dell’extradiegetico è a volte sorprendente) il palo termina con una plafoniera pericolante e i collaboratori dell’istituto Vanni hanno deciso di segnalare il pericolo anche con un ostacolo, al fine di non far transitare i pedoni sotto il palo”. Quindi, oltre al resto, c’è pure una plafoniera pericolante che personale non autorizzato ha segnalato alla carlona, tanto per usare un eufemismo, aggiungendo degrado al degrado. Senza neanche risolvere il problema.
Ringraziandola per aver confermato i contenuti del mio articolo e aver aggiunto, da buon giornalista come immagino sia, nuove segnalazioni rispetto a quanto già descritto nello stesso, le auguro anch’io una buona giornata e un felice 2023.
Daniele Camilli
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