Viterbo – Abusi sessuali sulle pazienti del centro per disturbi alimentari, si cercano altre giovani vittime.
Proseguono senza sosta le indagini della squadra mobile e della procura di Viterbo per fare piena luce su quanto accaduto tra le mura dell’istituto San Giorgio di Soriano nel Cimino, dove un infermiere di 35 anni è stato denunciato per essersi “approfittato delle pazienti più giovani, anche minorenni, già in uno stato di inferiorità fisica e psichica, inducendole a compiere o subire atti sessuali” come ha spiegato la questura. Si tratterebbe di baci e carezze non richiesti, per cui anche la direzione della struttura sanitaria ha immediatamente sospeso l’infermiere e dato piena collaborazione alle indagini.
Per l’uomo, assieme alla denuncia, è scattata la misura cautelare dell’interdizione dalla professione sanitaria della durata di 10 mesi. Ora è in attesa dell’interrogatorio di convalida che si svolgerà nei prossimi giorni.
I primi sospetti sull’infermiere, sposato e padre di due figli, sono iniziati a fine dicembre, quando dopo le dimissioni una delle giovani pazienti del centro specializzato nella cura di disturbi alimentari, avrebbe confessato al padre quanto costretta a subire. L’uomo si è immediatamente rivolto alla polizia riportando tutto anche alla direzione del centro.
Al suo racconto ben presto se ne sarebbe aggiunto un altro. Quello di una ragazzina, minorenne, che avrebbe riferito agli agenti di simili episodi avvenuti durante il periodo in cui si trovava in terapia. “Frasi ingiuriose, palpeggiamenti nelle parti intime e baci in bocca” sottolineano gli inquirenti. Le violenze sarebbero avvenute ben prima delle dimissioni delle giovani. Risalirebbero circa ai mesi di marzo e dicembre dello scorso anno, il 2022.
Non è da escludere che la lista delle vittime possa allungarsi e che, dopo il racconto delle due ragazze, altre loro coetanee possano trovare il coraggio di denunciare.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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