L’operaio è stato elisoccorso e portato al Gemelli – foto di repertorio
Viterbo – (sil.co.) – È successo ad Acquapendente, nella zona industriale di Campo Morino, il tragico infortunio sul lavoro avvenuto lo scorso 27 gennaio, un venerdì, a causa del quale ha perso l’uso di entrambe le gambe un operatore ecologico, addetto alla raccolta dei rifiuti con le macchine operatrici.
Il poveretto è stato travolto e schiacciato da una lastra di cemento del peso di 30 quintali che gli ha provocato, in base alla diagnosi di ingresso al policlinico Gemelli di Roma, dove è stato trasferito d’urgenza in eliambulanza, “una frattura esposta alla caviglia sinistra, lesione midollare livello T11 paraplegia, trauma cranico commotivo con emorragia subaracnoidea della colonna dorsale con paraplegia e anestesia della caviglia sinistra”.
Vittima un uomo di 59 anni, A.B., originario di Castel Giorgio ma residente ad Acquapendente con la famiglia, la moglie e due figlie.
L’operaio, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con orario settimanale di 38 ore, ricoverato per diversi giorni in coma farmacologico presso il nosocomio capitolino e già sottoposto a una prima serie di interventi chirurgici a causa dei gravissimi traumi riportati, ha proposto formale querela tramite l’avvocato Angelo Di Silvio presso la procura della repubblica di Viterbo.
– Operaio schiacciato da lastra di cemento perde uso gambe e sporge denuncia
“Il mio assistito e la sua famiglia si dicono stupiti del fatto che il terribile infortunio sia passato sotto silenzio”, spiega il legale il quale chiede che, verificate le circostanze ed eseguito un accertamento materiale sulla documentazione comprovante l’accaduto, vengano puniti per tutti i reati ravvisabili i soggetti che all’esito delle indagini vengano eventualmente ritenuti responsabili.
“Al riguardo sia il 59enne che la moglie e le due figlie sono pronti a costituirsi parte civile. Si è trattato di un incidente di una gravità inaudita e dalle conseguenze drammatiche per la parte offesa e la sua famiglia”, dice ancora Di Silvio.
“Curiosamente senza che, a distanza di oltre due settimane, si siano levate voci di sconcerto per la tragedia occorsa a un lavoratore e di solidarietà, come solitamente avviene in casi analoghi. Un ulteriore dolore, la sensazione di essere abbandonati, in un momento in cui più che mai servirebbero sostegno e incoraggiamento da parte di tutti”, la conclusione.
Il 59enne è stato immediatamente soccorso dalle persone presenti al momento dell’incidente, che hanno provveduto a rimuovere la lastra di cemento dal corpo in attesa dei sanitari, dopo di che l’operaio è stato trasportato d’urgenza tramite elisoccorso al policlinico Gemelli di Roma, dove è rimasto per diversi giorni in coma farmacologico a causa delle gravissime lesioni riportate e giù sottoposto a una serie di interventi chirurgici, in attesa di effettuarne altri.
Come detto, a causa dell’urto della macchina con una parete di cemento, è stato travolto e schiacciato da una delle lastre, del peso per l’appunto di circa 30 quintali.
Roma – Policlinico Gemelli
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