Civita Castellana – (sil.co.) – Diffamazione e minacce aggravate tramite Facebook nei confronti di un’invalida quarantenne.
Sono le accuse di cui deve rispondere una coppia di Civita Castellana, 65 anni il marito e 53 anni la moglie, difesi dall’avvocato Alberto Parroccini.
Gli imputati, per i quali il processo si è aperto la settimana scorsa davanti al giudice Ilaria Inghilleri, sono stati denunciati dal padre della presunta vittima per un post pubblicato sul social network il 17 aprile 2019.
I due avrebbero dato della “bugiarda” e della “zozza” alla figlia, una donna di 41 anni invalida civile all’80 per cento, dandole la colpa di un accesso della polizia di stato nella loro abitazione.
Nel post su Facebook, in particolare, avrebbero inserito commenti con immagini raffiguranti bombe in esplosione e frasi come “se la pio, mica lo so che posso combina’”, “te voglio fa male, zozza spia”.
Abbastanza, secondo l’accusa, per terrorizzare la parte offesa, costretta a cambiare casa per il timore che gli imputati potessero farle del male.
Per la donna è pronto a costituirsi parte civile il padre, anche lui 65enne, assistito dall’avvocato Daniela Fieno, che però, nonostante sia l’amministratore di sostegno della figlia, secondo la difesa non avrebbe i requisiti, in particolare l’autorizzazione del giudice tutelare.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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