Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - La ragazza, 17enne, era stata adottata in Ucraina a cinque anni - Fondata in suo nome l'associazione "Lisa" - Davanti al gup due sanitari del Bambino Gesù

Morte dopo trapianto figlia sovrintendente Eichberg, due medici a giudizio per omicidio colposo

Condividi la notizia:

Roma – (sil.co.) – Morte dopo un trapianto di midollo osseo della figlia della sovrintendente dell’Etruria meridionale Margherita Eichberg, due medici a giudizio per omicidio colposo. La ragazza, 17enne, era stata adottata in Ucraina a cinque anni. Fondata in suo nome l’associazione “Lisa”. Davanti al gup due sanitari del Bambino Gesù.

Ha preso il via, presso il tribunale di Roma, l’udienza preliminare a carico di due medici dell’ospedale Bambino Gesù accusati dell’omicidio colposo di Lisa Federico. Era il 3 novembre 2020 quando la ragazza morì. Il processo riprenderà il 5 aprile nelle aule di piazzale Clodio.


Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico

Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico


Lisa, nata in Ucraina e abbandonata in orfanotrofio, all’età di cinque anni e mezzo è stata adottata insieme al fratello più grande Bogdan. Sottoposta a trapianto, il quadro della situazione si è aggravato dopo che la giovane è stata sottoposta a chemioterapia, quindi con le difese immunitarie sotto pressione, sviluppando un’infezione batterica.

Un caso di negligenza, a detta dei magistrati della procura. La lunga ospedalizzazione avrebbe sottoposto la giovane al rischio di contrarre una infezione. Un equivoco giudiziario secondo l’ospedale pediatrico del Vaticano. 

Quella infezione si sarebbe dovuta/potuta evitare secondo il perito della procura, il medico legale Stefania Urso. “Il caso clinico – si legge nella relazione – si è connotato per una condotta sanitaria sotto alcuni aspetti approssimativa e non consona a un atto terapeutico così complesso come quello del trapianto di midollo osseo”.

I due medici, secondo le conclusioni che hanno convinto la procura capitolina a chiedere il rinvio a giudizio degli indagati, “cagionavano per inosservanza delle linee guida il decesso di Elisabetta Federico”.

A uno degli imputati, in particolare, viene contestata la scelta di un donatore non consanguineo malgrado la disponibilità del fratello Bogdan a donare le proprie cellule.

Il medico avrebbe “accettato con imprudenza una previsione di raccolta di cellule staminali che in realtà appariva estremamente ridotta e quindi inadeguata e che quindi cagionava il fallimento del trapianto”. 

“Non aspiriamo ad alcuna vendetta giudiziaria. Il nostro più grande desiderio ora è creare le condizioni affinché cose del genere non abbiano mai più a capitare”, hanno dichiarato in questi giorni i genitori, Maurizio Federico e Margherita Eichberg, annunciando di avere fondato una nuova associazione, Lisa, come il nome della figlia, ma anche acronimo di “Lottiamo insieme per la salute degli adolescenti”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
19 marzo, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/