Viterbo – (sil.co.) – Sono stati fermati a Orte la sera dello scorso 4 agosto dai carabinieri che li hanno sorpresi di ritorno dalla capitale con oltre mezz’etto di hashish e una ventina di grammi di cocaina. Ieri sono stati condannati a 6 e a 10 mesi di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
Protagonisti due ventenni che stavano facendo rientro da Roma, uno dei quali nascondeva negli slip un involucro contenente 5,92 grammi di hashish.
Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato, complessivamente, 18,41 grammi di cocaina e 56,73 grammi di hashish.
Rimessi in libertà subito dopo la convalida dell’arresto, un operaio 24enne di Montefiascone e uno studente 22enne di Viterbo, difesi dagli avvocati Anna De Cesare e Roberto Alabiso, sono comparsi ieri davanti al giudice Alessandra Aiello per rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I due viaggiavano a bordo di un veicolo guidato dal 22enne viterbese, un universitario incensurato, titolare di una borsa di studio, iscritto alla facoltà di medicina, quando sono stati fermarti per un controllo dai carabinieri che, insospettiti, hanno proceduto alla perquisizione dei due giovani, trovando addosso al 24enne falisco, occultato negli slip, un involucro contenente i quasi sei grammi di hashish.
Secondo la difesa, lo studente alla guida si sarebbe limitato a dare un passaggio all’operaio nella capitale, aspettandolo in auto mentre acquistava lo stupefacente.
Giudicati col rito abbreviato, sono stati condannati a 6 mesi e 800 euro di multa lo studente 22enne di Viterbo, con sospensione condizionale della pena, e a 10 mesi e 1200 euro di multa l’operaio 24enne di Montefiascone.
L’accusa, tenendo conto dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito e della riqualificazione della contestazione in “piccolo spaccio”, secondo il quinto comma, aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione più 2mila euro di multa per ciascuno degli imputati.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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