Viterbo – (sil.co.) – Si sarebbe innamorata non ricambiata della coinquilina, che avrebbe cominciato a perseguitare dopo essere stata allontanata dall’abitazione in cui avevano convissuto in seguito al fidanzamento della ex amica del cuore.
La presunta vittima sarà ascoltata in aula alla prossima udienza. Avrebbe dovuto essere sentita nei giorni scorsi in tribunale, ma sarà sentita nel 2024, quando il processo riprenderà davanti a un diverso giudice
La vicenda sarebbe sfociata in un tentato accoltellamento, da cui è poi scaturito l’attuale processo per stalking.
Viterbo – Una pattuglia della polizia nel centro storico – Foto d’archivio
Tra Natale e Capodanno del 2020, la presunta vittima avrebbe fatto capire all’imputata di non gradire più la convivenza in quanto per lei non poteva esserci altro e nel frattempo aveva iniziato a frequentare un ragazzo, quello che è tuttora il suo compagno, ospitando in casa altre amiche per le confidenze.
“Lei voleva di più, per la mia ragazza invece era solo un’amica”, ha detto lo scorso novembre il fidanzato in tribunale, sentito come testimone dell’accusa.
Un rifiuto. Tanto sarebbe bastato a scatenare la folle gelosia dell’imputata nei confronti della parte offesa, come ha spiegato in aula il fidanzato della vittima, raccontando il retroscena “social” della lite durante la quale sarebbe stato lui a strappare via il coltello dalle mani dell’imputata prima che potesse finire in tragedia.
“La sera prima – ha detto – è entrata nel mio profilo Instagram, dal quale mandava messaggi minacciosi tipo ‘ sono qui, vi ammazzo di botte’ nonché insulti alla mia ragazza, cui diceva ‘troia, puttana’ e simili, Così siamo andati sotto casa sua per un chiarimento”, ha detto.
“Io e un’amica siamo rimasti in macchina e loro hanno avuto una discussione al portone. La mia ragazza è stata scaraventata a terra e lei ha tirato fuori un coltello, al che mi sono catapultato fuori e gliel’ho strappato dalle mani, poi l’abbiamo consegnato in questura”, confermando il racconto di una testimone.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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