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Tribunale - Era imputata di omicidio colposo - L'incidente mentre, da sola, trasferiva l'ospite dalla carrozzina con un sollevatore

Anziano cade in casa di riposo e muore, assolta operatrice sanitaria

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Il giudice Giacomo Autizi

Il giudice Giacomo Autizi

Il presidente uscente Luigi Sini

Il presidente uscente Luigi Sini

Viterbo – (sil.co.) – Accusata di omicidio colposo per la morte di un ospite 75enne della casa di riposo della provincia di Viterbo dove lavorava, una operatrice sanitaria è stata assolta giovedì con formula piena dal gup Giacomo Autizi che l’ha giudicata col rito abbreviato. 

Al momento del drammatico incidente, costato dopo tre giorni la vita alla vittima, l’operatrice era da sola e stava trasferendo l’anziano dalla carrozzina al letto con l’ausilio di un sollevatore.

Giovedì, a distanza di quattro anni dalla tragedia, oltre al difensore Luigi Sini, lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione dell’imputata, contro cui si erano costituiti parte civile gli eredi del 75enne, che non hanno concluso, e la stessa struttura, la cui difesa ha invece chiesto la condanna dell’operatrice sanitaria e  anche i danni.

I fatti risalgono al 17 marzo 2019. Erano circa le 19,30 quando l’imputata – dipendente della società “Serenissima srl” che gestiva la residenza per anziani “Myosotis” di Bomarzo – che aveva mansioni di operatrice sanitaria, secondo l’accusa “per colpa, imprudenza, imperizia e negligenza”, avrebbe “omesso di prestare la dovuta attenzione” provocando la caduta dell’anziano che stava trasferendo da sola dalla carrozzina al letto per la notte.

E’ successo quando, operando da sola all’interno della struttura, l’imputata eseguiva manovre di movimentazione con l’ausilio del sollevatore, imbracando l’anziano paziente, non deambulante su un telo di sollevamento in tessuto plastico (accessorio fornito con il sollevatore), dotato di quattro ganci in plastica rinforzata, agganciato al medesimo sollevatore, nel tentativo di posizionare il paziente dalla carrozzina al letto, non collegando correttamente uno dei quattro punti di aggancio, e così provocando lo sgancio del sistema di blocco telo/macchina superiore destro e la conseguente caduta a terra dell’ospite.

Il 75enne, le cui condizioni apparvero subito gravissime, fu trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove è deceduto tre giorni dopo, il 20 marzo.  Secondo la cartella clinica, in seguito alla caduta aveva riportato un “trauma occipitale, con ferita lacero-contusa e lesioni emorragiche meningeoncefaliche” e una “emorragia sub aracnoidea plurifocale con ematoma intraparenchimale ed edema cerebrale perilesionale stato di coma”. 

Non fu però colpa dell’operatrice sanitaria, che è stata assolta con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 aprile, 2023

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