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Tribunale - La parte offesa soccorsa da polfer e ferrovieri di Orte

Violenza sessuale alla stazione, la vittima: “Mi ha seguita in bagno e chiusa dentro”

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Orte – (sil.co.) – “Mi ha inseguita nel bagno delle donne della stazione e spinta dentro, coi pantaloni abbassati, poi mi ha preso per i capelli e spinto la testa giù verso i suoi genitali mentre lo graffiavo disperatamente cercando di scappare e lui mi picchiava per tenermi ferma”.


Orte - La polizia ferroviaria

Orte – La polizia ferroviaria


È la drammatica testimonianza, ieri, davanti al collegio del tribunale di Viterbo, della 48enne d’origine marocchina, aggredita lo scorso 10 settembre alla stazione di Orte da un italiano, subito catturato dalla polfer con l’ausilio di due ferrovieri nel piazzale d’ingresso dello scalo merci.

Calvo, indossava una maglietta rossa e un paio di jeans. “Come si vede nei filmati della videosorveglianza, ha inseguito la donna che veniva dal binario uno verso i bagni, da cui poco dopo la parte offesa è uscita gridando per chiedere aiuto ed è stata subito soccorsa”, ha spiegato ieri in aula il sostituto commissario Alessandro Fanano della polizia ferroviaria di Orte.

L’imputato, che era presente in aula, ha provato ad allontanarsi, ma è stato subito bloccato. La 48enne, che si è costituita parte civile sl processo per violenza sessuale al suo aggressore, è stata condotta in ospedale dove è stara refertata. L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere, dove è tuttora detenuto.


– Insegue una donna e tenta di stuprarla nei bagni della stazione, arrestato


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 aprile, 2023

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