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Tribunale - Condannato a 11 mesi per resistenza e spaccio pregiudicato del capoluogo - Nei guai è finito la sera del 9 agosto 2017 tra Tuscania e Viterbo

Si aggrappa alla credenza e minaccia i carabinieri: “La faccio cadere e vi spacco la testa a tutti”

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Tuscania – Intervento dei carabinieri

Tuscania – Intervento dei carabinieri


Tuscania – (sil.co.) – Noto pregiudicato viterbese di 33 anni condannato a 11 mesi di reclusione per spaccio e resistenza. L’accusa aveva chiesto una pena di sei mesi, quasi raddoppiata dal giudice Ilaria Inghilleri per via della recidiva. Alle spalle dell’imputato una escalation di episodi violenti esacerbati dalla dipendenza da alcol e stupefacenti per cui ha subito svariati procedimenti penali e si trova ora a scontare un periodo di messa alla prova presso una comunità di recupero.

Nei guai, stavolta, è finito in seguito a un arresto da parte dei carabinieri avvenuto la sera del 9 agosto 2017 dopo che, verso le 19, era stato fermato per un controllo a Tuscania, mentre si trovava assieme ad altre due persone, uno dei quali anche lui noto pregiudicato, in piazzale Trieste.

“Al momento del fermo dei tre sospetti, i due pregiudicati hanno assunto subito un atteggiamento insofferente, per cui li abbiamo portati in caserma dove, dalla perquisizione personale, è emerso che uno era pulito mentre l’imputato aveva nella tasca anteriore del marsupio due pezzi di hashish da 0,3 e 0,2 grammi avvolti nel cellophane, 18 grammi di mannite, fogli di plastica oleosa e alcune banconote di piccolo taglio”, ha detto uno dei militari impegnati nell’operazione.

“Quando gli abbiamo detto che l’attività sarebbe proseguita con la perquisizione domiciliare nella sua casa di Viterbo, ha cominciato a urlare ‘non me frega un cazzo, faccio come cazzo mi pare’. Poi, giunti nella sua abitazione, ci ha scaraventato addosso una sedia del salone, quindi ha cominciato a prendere a calci la mobilia”, ha spiegato il militare, una donna, attualmente comandante della stazione di Latera, all’epoca al nucleo radiomobile di Tuscania.

“Il peggio, però, doveva ancora venire – ha spiegato in aula – a un certo punto l’imputato è balzato sopra una credenza alta, aggrappandosi al mobile e minacciando di farlo cadere, mentre inveiva contro di noi gridando ‘ve la faccio fare io la perquisizione, adesso lo butto giù e vi spacco la testa a tutti'”. 

Per la cronaca la perquisizione domiciliare ha dato esito negativo per gli stupefacenti. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 maggio, 2023

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