Tuscania – (sil.co.) – Sottoposto a divieto di avvicinamento, avrebbe spiato la ex da lontano col binocolo.
Sarebbe accaduto lo scorso mese di agosto, quando l’ex moglie avrebbe chiesto un aggravamento della misura perché il marito denunciato per stalking, tra le altre cose, l’avrebbe spiata da lontano col binocolo, eludendo la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri.
In seguito all’accusa di stalking, l’uomo è a processo col giudizio immediato davanti al giudice Daniela Rispoli. Nel frattempo il tribunale per i minori di Roma gli ha sospeso la potestà genitoriale, disponendo per ora solo incontri protetti con i figli, alla presenza delle assistenti sociali.
“Vivendo entrambi in un piccolo centro come Tuscania, dopo la vicenda del binocolo, il mio assistito ha il terrore di incrociare la ex compagna e di venire di nuovo denunciato”, ha spiegato il difensore Marco Valerio Mazzatosta all’udienza di mercoledì, chiedendo la revoca del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri.
Ma il giudice, ricevuto il parere negativo di pm e avvocato di parte civile della donna, ha rigettato la richiesta. Allora il difensore ha chiesto almeno una “sospensiva” per la prossima udienza, quando sarà chiamata a testimoniare la parte offesa: “Perché in aula è praticamente impossibile rispettare il limite di 500 metri e non vorremmo ulteriori guai, dato che l’imputato è intenzionato ad essere presente”, ha sottolineando, ottenendo stavolta il via libera anticipato da parte del magistrato.
L’avvocato di parte civile, ricordando che al riguardo c’è stata una citazione a giudizio per un altro processo che comincerò a novembre, ha parlato di “innumerevoli violazioni della misura cautelare del divieto di avvicinamento”, disposta in seguito alla travagliata separazione della coppia, con la ex che ha un nuovo compagno, mentre è già pronta un’istanza di divorzio.
La versione della vittima farà entrare il processo all’ex marito imputato di stalking nel vivo a metà luglio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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