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Tribunale - Per remissione di querela - Nonostante lei se ne sia andata dopo la denuncia, per oltre due anni è stato allontanato dalla sua abitazione

Assolto marito accusato di maltrattamenti dalla ex

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Ronciglione – (sil.co.) – Accusato dalla ex moglie di averla picchiata abitualmente durante i tre anni di matrimonio e di avere anche picchiato una volta uno dei suoi figli, ieri ha negato tutto davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli.

“Non ha neanche cercato di trovare una giustificazione sul perché delle accuse, tipo problemi economici oppure di conflittualità di coppia. E questo per me è un riscontro dell’attendibilità della parte offesa”,  ha detto durante la discussione il pm Michele Adragna, chiedendo una condanna a due anni di reclusione, seppure con sospensione della pena e il riconoscimento di tutte le attenuanti equivalenti alle aggravanti.

Il collegio lo ha assolto essendosi nel frattempo il reato estinto per remissione, da parte della ex, della querela per lesioni. 

L’imputato, un bracciante agricolo d’origine moldava di Ronciglione, vedovo della prima moglie morta dopo il parto e separato dalla seconda, nel 2017 avrebbe conosciuto la terza, una connazionale come le altre, su un sito di incontri. “Lei abitava in provincia di Piacenza, dove sono andata a prenderla per portarla a Ronciglione. Ci siamo sposati ad aprile, dopo 3-4 mesi, perché  lei potesse avere il permesso di soggiorno. A giugno, finito l’anno scolastico, è venuto a vivere con noi anche suo figlio. E’ una donna molto bella e io la amavo veramente. Non l’ho mai toccata”, ha detto, rispondendo alle domande del difensore Walter Pella e poi del pm Adragna.

Sarebbe stata molto gelosa: “Si è risentita quando ha scoperto che avevo dei figli avuti dalla prima e dalla seconda moglie, che dovevo mantenere loro e che avevo comprato una casetta alla mia seconda compagna. Mi controllava il telefono e chiamava i miei colleghi di lavoro per sapere dove stavo e quanto guadagnavo. Io per evitare discussioni, mi ritiravo in camera oppure uscivo di casa”, ha proseguito, negando di avere il vizio dell’alcol e di alzare le mani su di lei quando aveva bevuto.

La ex lo avrebbe denunciato due volte, a ottobre 2019 per avere picchiato uno dei suoi figli e il 14 gennaio 2020, per averla picchiata la sera prima dopo avere festeggiato a casa, con parenti e amici, la ricorrenza di San Basilio, che coincide con il Capodanno secondo il vecchio calendario giuliano.

Agli investigatori ha raccontato di tre anni di calvario, di botte quotidiane, di un marito perennemente ubriaco.

L’uomo è stato così colpito da divieto di avvicinamento alla parte offesa e da allontanamento dalla casa familiare, disposti dal gip il 18 gennaio 2020.

Entrambi hanno riportato lesioni quella sera, l’imputato perché la moglie, refertata con una prognosi di cinque giorni, lo avrebbe graffiato per difendersi.

L’imputato è rimasto per oltre due anni fuori dalla casa di sua proprietà in seguito alla denuncia della ex, che nel frattempo si è trasferita all’estero, ottenendo il permesso di rientrare nella sua abitazione il 25 maggio 2022, all’inizio del processo col giudizio immediato. 

Ieri la richiesta di condanna a due anni di reclusione da parte del pubblico ministero Adragna, il quale ha ricordato come la presunta vittima, per rendere l’idea di cosa le facesse il marito quando la picchiava, nonostante la scarsa dimestichezza con l’italiano, abbia detto “giocava a palla con me”. Abbastanza per crederle e chiedere una condanna da cui si è salvato perché nel frattempo è stato “perdonato”.


– L’ex moglie lo denuncia e scappa all’estero, casa vietata al marito per oltre due anni


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 maggio, 2023

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