– Sono stati celebrati i funerali di Claudio Crescentini.
Ieri pomeriggio una folla commossa ha dato l’addio al direttore delle poste di Blera, morto suicida due giorni fa.
Era stato un amico a trovarlo: Crescentini si è impiccato in un casale in località Carrozza, a Vetralla. Prima ha lasciato con la calce un messaggio ai familiari: “Vi chiedo scusa”.
Poche parole che gli investigatori stanno ora cercando di interpretare. Ci si domanda, soprattutto, di che cosa volesse chiedere scusa Crescentini. Se del suo gesto disperato o di qualcos’altro che, al momento, resta ignoto.
Sul suicidio – il terzo nella Tuscia in due settimane – indaga la squadra mobile di Fabio Zampaglione, in stretta sinergia col pm Paola Conti.
Gli agenti stanno passando al setaccio la vita del 60enne. Famiglia. Amici. Lavoro. Passatempi. Niente viene lasciato al caso. L’indagine è a trecentosessanta gradi. Si battono tutte le piste. L’usura. L’istigazione al suicidio da parte di terze persone. In poche parole, tutti i motivi che potrebbero aver portato quel 60enne all’apparenza tranquillo a decidere di uccidersi.
Ultimamente, i familiari avevano notato un cambiamento in lui. Crescentini sembrava più cupo del solito. Ma a nessuno aveva confidato di stare attraversando un momento difficile. Né la moglie, né i tre figli avrebbero mai immaginato di vederlo sparire da un giorno all’altro e di trovarlo impiccato nel casolare di famiglia.
Se aveva delle preoccupazioni, il 60enne non le ha esternate. Tra le tante, resta l’ipotesi di un collegamento del suo dramma personale con l’ammanco nelle casse dell’ufficio postale di Blera, da lui diretto. 30mila euro, secondo le prime indiscrezioni di ieri. Ma già oggi si parlerebbe di una cifra ancora più grande, in via di quantificazione.
Anche l’episodio è ammantato nel mistero. Gli investigatori stanno cercando di ricostruirlo: come e, soprattutto, quando sparirono quei soldi? Il fatto potrebbe non essere avvenuto di recente. Nessuno sporse denuncia. E, in ogni caso, Crescentini non aveva problemi economici. O, perlomeno, non sembrava averne.
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