Viterbo – “San Faustino è un quartiere multietnico, l’integrazione è necessaria ma vanno rispettate le regole”. A dirlo è il sacerdote don Flavio Valeri a poche ore di distanza dallo sfiorato scontro e dalle tensioni che hanno avuto come teatro San Faustino. Nella chiesa della piazza don Flavio dice messa tutti i giorni e ha a cuore la serenità del quartiere.
Viterbo – Don Flavio Valeri
Purtroppo, però, il quartiere non è nuovo a scontri, disordini, spaccio e la situazione desta preoccupazione nei residenti. Ma con i disordini di domenica si è raggiunto un livello mai visto prima.
Domenica sera si trovava a San Faustino nel momento massimo di tensione?
“Sono andato via dal quartiere poco prima. Sono stato con il Comitato San Faustino a mangiare la pizza, dopo che i membri hanno finito di pulire il quartiere. Alle 21,30 sono tornato in parrocchia al Pilastro e ho saputo tutto quello che è accaduto”.
Si era trovato prima di fronte a una situazione che potesse creare allarme?
“Mentre tornavo a casa, passando per via Signorelli, ho visto una quantità enorme di persone fuori da quel locale. Ma finché eravamo in piazza era tutto tranquillo, c’era qualche extracomunitario seduto alla fontana ma erano tutti molto tranquilli, non hanno creato problemi. Però passando per via Signorelli ho visto questo gruppo abbastanza consistente di persone”.
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Ha notato altre situazioni particolari nel quartiere?
“Non so, io non abito lì, vado solo a dire messa in chiesa. Però sto dando tutto il mio appoggio al comitato perche è importante che venga valorizzata la zona, che venga abitata, che venga resa vivibile. Quindi da parte mia massima disponibilità. Anche perche gli incontri del comitato li abbiamo sempre fatti in chiesa. Sono molto disponibile e anche molto contento che si sia creata questa sinergia. Mi dispiace per quello che è successo domenica sera perché veramente ha dell’incredibile. Martedì mattina li ho sentiti, mi hanno raccontato l’accaduto ed è stato disdicevole. Erano allarmati anche perché i bambini hanno pianto spaventati dalle minacce.
Sono molto ameraggiato per quanto accaduto perché noi sacerdoti dobbiamo sempre, ed è anche idea del comitato, favorire l’integrazione. Però è chiaro che vanno rispettate anche certe leggi e certe norme civili. Non è assolutamente possibile che si ripetano cose del genere. Queste persone erano davanti alla chiesa a festeggiare una fatica fatta sotto il sole, hanno pulito tutto il quartiere e si sono visti arrivare queste persone che li hanno minacciati. Non è una cosa civile questa. L’integrazione è necessaria perché San Faustino è un quartiere multietnico, va facilitata e va fatto di tutto per crearla però il rispetto delle regole è la prima cosa fondamentale”.
Elisa Cappelli
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