– Fu aggredita da un branco di cani mentre passeggiava a Viterbo, sulla Palanzana. Di quei morsi al collo, alle orecchie e alle gambe una 50enne viterbese porta ancora i segni, ma per il giudice di pace non ha diritto a nessun risarcimento.
Ieri mattina, il padrone di quei cani è stato assolto per non aver commesso il fatto. Anche la madre era imputata insieme a lui per lesioni colpose, ma è morta prima della sentenza, arrivata dopo sei anni.
La 50enne fu azzannata nel 2007 durante la sua consueta passeggiata sulla Palanzana. Da una recinzione, sbucarono all’improvviso dei cani – almeno cinque – che le si scagliarono contro.
La donna finì a terra, morsicata al collo, alle orecchie e soprattutto alle gambe. Solo l’intervento di due passanti riuscì a scongiurare il peggio. I cani, per fortuna, non arrivarono al viso. Ma per la donna fu comunque un’agonia: dovette mettere qualcosa come cento punti di sutura e imparare a convivere con cicatrici perenni.
A giudizio, davanti al giudice di pace Colonnello, finirono i proprietari di alcuni dei cani, madre e figlio. Nonostante i tanti testimoni, che hanno confermato come gli animali fossero spesso lasciati liberi di scorazzare per la zona, il giudice ha scagionato i due imputati, non ritenendoli colpevoli del mancato controllo dei cani.
Alla donna non resta che aspettare le motivazioni della sentenza. Se vorrà, impugnerà. Cosa che l’accusa potrebbe fare comunque, indipendentemente dalle sue intenzioni.
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