Viterbo – (sil.co.) – Era ancora minorenne quando, nel tardo pomeriggio del 14 gennaio 2019, si fermò a comprare una dose di hashish da uno straniero a Valle Faul.
Nei pressi c’erano i carabinieri del Norm che hanno immediatamente bloccato entrambi.
Secondo l’accusa a cedere la droga sarebbe stato un certo “Kevin”, il nomignolo con cui l’imputato sarebbe stato conosciuto tra gli assuntori.
Ma il giovane acquirente, sentito davanti al collegio come testimone, ha detto di non avere idea di come si chiamasse il presunto pusher, un nordafricano finito a processo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti con l’aggravante della minore età dell’acquirente.
“Ricordo che cercavo qualcosa da fumare e di avere comprato un grammo e qualcosa di hashish per 15 euro da questo ragazzo di colore, alto circa 1,75, coi capelli corti e ricci. Non so chi fosse”, ha riferito durante l’interrogatorio da parte del pm Michele Adragna, il quale gli ha ricordato come il giorno in cui l’imputato è stato arrestato abbia riferito ai carabinieri che da un paio di mesi comprava hashish da lui circa una volta a settimana.
Il teste ha quindi riconosciuto senza tentennamenti l’imputato tra le foto che gli sono state mostrate in aula.
Il processo riprenderà in autunno.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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