Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo letto in questi giorni di tutto e di più. Siamo stati in silenzio. Ma adesso è arrivato il momento di mettere un punto. Fermo. Nessuno di noi è razzista. Nessuno di noi ha mai dato del “negro di merda” a nessuno.
E quando si fanno certe affermazioni, se sono vere, allora si dovrebbe dire chi è stato, ed andare fino in fondo. Perché è troppo comodo, davvero troppo comodo, nascondersi dietro al “razzismo” per ergersi al di sopra delle leggi e delle regole del vivere civile che non guardano né devono guardare il colore della pelle.
Siamo il gruppo di residenti che quella famosa domenica dopo aver ripulito dalle erbacce gran parte del nostro quartiere, ha preso un po’ di pizza e lo ha condiviso in piazza.
Noi non abbiamo aggredito nessuno, né insultato nessuno. Ci sono testimonianze e video che più di mille parole chiariscono la situazione e semmai dimostrano il contrario. Come ben sanno le forze dell’ordine che sono intervenute. Ricordiamo inoltre che in quell’occasione un cliente del bar ha morso a un braccio un carabiniere.
E per questo ha subito il daspo Willy. E quello che è davvero imperdonabile è tutto questo parlare da parte di gente che non abbiamo mai visto nel nostro quartiere; parlare di cose che non conoscono, e di fatti che non hanno vissuto in prima persona.
Senza entrare nel particolare, siamo certi che ognuna di queste persone che parlano e scrivono a vanvera senza conoscere cose persone e situazioni, ecco se a loro venisse aperto sotto casa un locale che ha violato più volte le leggi dello stato italiano, impedendogli una vita serena per un anno, e se loro fossero stati minacciati di morte davanti ai loro figli… ecco siamo certi che tutto questo buonismo non ci sarebbe.
Ci chiediamo inoltre leggendo tutte queste belle parole, intenzioni, manifestazioni di solidarietà, dove fossero questi signori negli anni passati, perché questa situazione di tensione è frutto dell’assenza di politiche di integrazione. Integrazione. Una parola con cui ci si sciacqua la bocca ma a cui nessuno, nessuno, da destra a sinistra, ha mai davvero lavorato.
Eh già, perché è troppo comodo fare le passerelle sotto campagna elettorale, promettere che tutto cambierà, che si ridarà dignità a San Faustino e poi una volta eletti fregarsene e venire qui a manifestare solidarietà per questo o quello soltanto quando accade qualcosa.
Questo quartiere sulla carta è un gioiello. Un quartiere intriso di storia, arte e cultura, dove chiese e palazzi parlano di antichità e nobiltà. Nella realtà invece purtroppo è diventato un posto dove i viterbesi non vengono più volentieri, ed è inutile negarlo. È ora di dire le cose come stanno. Le nostre case e le nostre attività sono svalutate, perché non vuole più venire a vivere e a lavorare nessuno qui.
E questo è dovuto al peggioramento delle condizioni della vita sociale ed economica, grazie alle scene non edificanti che si susseguono di notte e di giorno, senza alcuna distinzione. Di cui abbiamo un repertorio molto ampio di foto e video. La solidarietà la merita chi vive e lavora onestamente, qualunque colore abbia la sua pelle. Non chi si ubriaca, spaccia, e chi non rispetta le regole minime del vivere civile.
Italiani ovviamente compresi. Perché siamo i primi a non farne una questione di colore. A dispetto invece di chi continua a nascondersi dietro il razzismo per “buttarla in caciara”. Ringraziamo le forze dell’ordine per il lavoro che hanno fatto e che continueranno a fare per garantire la sicurezza agli abitanti del nostro quartiere. E noi da parte nostra continueremo a pretendere che il quartiere di San Faustino non sia un porto franco per l’illegalità, ma un luogo dove vivere e far crescere con serenità i nostri figli.
Per questo nei prossimi mesi abbiamo pianificato una serie di iniziative che organizzeremo per far conoscere il nostro quartiere oltre che per il degrado, per la sua straordinaria bellezza. E non molleremo di un centimetro. Perché in questo quartiere ci viviamo, ci lavoriamo, e ne siamo innamorati. E non permetteremo a nessuno di continuare a svilirlo e a farlo degradare come successo negli ultimi anni. E chiediamo noi alle istituzioni che ciò non accada. E vigileremo per far sì che ciò non accada.
Comitato di quartiere San Faustino
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