Viterbo – “La Uil non firma il rinnovo del contratto della scuola perché questo Ccnl non migliora la vita e la qualità del lavoro”. Silvia Somigli, segretario generale della Uil scuola Viterbo, la definisce una decisione difficile, ma necessaria se si ha come priorità la tutela dei diritti dei lavoratori.
Silvia Somigli
Cosa ha portato la Uil ad assumere questa posizione?
“Sono tante le questioni aperte – spiega Somigli -, il nodo della mobilità, la mancata valorizzazione del personale Ata, la precarizzazione del lavoro delle segreterie, l’assenza di riferimenti alle scuole italiane all’estero e la parte dedicata alle relazioni sindacali, che non convince. Ecco perché la Uil scuola non ha firmato il rinnovo del contratto della scuola. Abbiamo lavorato fino all’ultimo momento e in tutti i modi, per introdurre modifiche nelle parti che riteniamo lesive dei diritti del personale.
I contratti nazionali di lavoro si sottoscrivono perché sono migliorativi rispetto al testo precedente e non è questo il caso. È stata una decisione difficile, presa insieme alla nostra confederazione e ai nostri quadri sindacali, ascoltando come sempre i lavoratori della scuola, quelli che la fanno funzionare tutti i giorni”.
Cosa non si può proprio accettare?
“Secondo noi – continua – nel contratto co sono molte questioni non risolte e resta il nodo politico della mobilità. Inoltre, vengono ancora di più implementate le mansioni di tutto il personale Ata: una ulteriore e inaccettabile attribuzione di ruoli per cui i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e i Dsga saranno soggetti ad ogni tipo di lavoro con riferimenti generici alla formazione, senza che essa venga imputata a carico dell’amministrazione.
Il tutto, in cambio di una irrisoria valorizzazione economica che, assolutamente, non trova riscontro con i carichi di responsabilità e di lavoro del personale, falcidiato negli anni passati da politiche di tagli lineari e non razionali.
La materia della contrattazione collettiva ha subito, nel corso degli ultimi anni, fasi delicate nelle quali gli equilibri tra la fonte normativa e quella pattizia hanno subito riforme e ribaltamenti, spesso oggetto anche di interventi della stessa Corte Costituzionale”.
Con la legge Madia di riforma della Pubblica amministrazione cambiano le cose…
“Sì, viene riaperta una nuova stagione di riequilibrio tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro. In tale ottica si è giunti, nel luglio del 2017, all’invio da parte del Governo dell’atto di indirizzo all’Aran per la riapertura dei tavoli contrattuali, individuando le linee generali e gli obiettivi prioritari cui doveva conformarsi il nuovo Ccnl.
Il confine tra le prerogative pattizie e i vincoli di legge è certamente sottile, ma è proprio la contrattazione collettiva che avrebbe potuto trovare la giusta alchimia tra norma e contratto”.
E invece?
“Era necessario solcare il confine, osare oltre l’ostacolo del perimetro normativo, raccogliere proposte, soluzioni, idee e prospettive diverse per la valorizzazione di tutto il comparto istruzione e ricerca e di tutti i docenti che, prima di giungere alla stabilizzazione del proprio lavoro, hanno già sopportato la sottoscrizione di contratti a termine su sedi sempre diverse, assegnate da un algoritmo “inumano”.
Con l‘attuale ipotesi di rinnovo del Ccnl, è una nostra convinzione, la contrattazione e la concertazione vengono sostituite dal concetto “dell’adesione” ad atti normativi già preesistenti. Un salto nel buio per il pubblico impiego in cui il concetto di “privatizzazione del rapporto di pubblico impiego” quale espressione di decentramento amministrativo e normativo, perde voce, lasciando spazio a un prepotente ritorno del “potere statale”.
Una scelta, la nostra, nel rispetto delle posizioni altrui, che deriva dalla convinzione che questo Ccnl non migliora la vita e la qualità del lavoro ma appiattisce i propri ideali alla ragione o meglio alla supremazia della legge”.
In definitiva, la vostra posizione rimane ferma?
“Ci piace la coerenza – conclude Somigli -. Un’azione sindacale alla quale la UIL Scuola Rua si ispira per dare valore alla propria firma se questa significa migliorare la qualità del lavoro e il benessere di tutti i lavoratori”.
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