Viterbo – “Dimezzati i posti per l’immissione in ruolo da prima fascia sostegno, siamo in dittatura”. Sono parole piene di rabbia quelle di Silvia Somigli, segretario generale Uil scuola Viterbo.
Con un decreto datato sabato 5 agosto delle 21,30, il contingente dei posti per le immissioni in ruolo della provincia di Viterbo è stato dimezzato.
Questa mattina chi si aspettava la mail di convocazione da parte del Ministero ha avuto un’amara sorpresa per usare un eufemismo.
Somigli esprime tutto il suo disappunto. “Sono arrabbiata, delusa e amareggiata. Non posso credere a quello che è accaduto e non posso che esprimere tutta la mia netta contrarietà e quella della Uil scuola a questo modo assurdo di decidere sulla vita delle persone.
L’attuale governo, come gli altri in passato, si sciacqua la bocca con la lotta al precariato e poi taglia di netto la possibilità di stabilizzazione con un decreto protocollato e pubblicato all’ultimo e di sera, escludendo noi sindacati dal dialogo e soprattutto chi il ruolo lo aspettava da anni e già aveva fatto dei progetti, convinto di rientrarci in base ai dati divulgati il 15 luglio a livello nazionale”.
Per la primaria, erano previsti 4 posti, ora uno; per l’infanzia 22, ora 11; per la secondaria di primo grado 22, ora 11 e per la secondaria di secondo grado 26, ora 12.
“Un vero schiaffo ai precari”, lo definisce la Somigli visto che il decreto ha lasciato tutti di stucco.
E rincara la dose: “Siamo in dittatura – continua la segretaria generale -, il governo non ha chiesto alcun confronto ai sindacati e ha deciso di cambiare la vita delle persone arbitrariamente, senza che noi potessimo discuterne ed eventualmente informare i lavoratori. Persone che stamattina si aspettavano una mail che avrebbe cambiato la loro vita e invece si sono trovati di fronte a un ingiustificato taglio dei posti.
Siamo senza parole, ma come si può continuare a fare bancomat su scuola e sanità che sono due servizi fondamentali dello stato, su cui uno stato si fonda e si fa grande.
Ora chiediamo che, dopo la call veloce, quei posti vengano di nuovo messi a sistema, perché sono stati sottratti a mo’ di truffa. Ci troviamo di fronte a una truffa.
Tutti i governi dicono di voler eliminare il precariato e, invece, si continuano a portare avanti azioni che lo alimentano. È una vergogna – conclude Somigli – non si tutela il diritto al lavoro e alla stabilità, ma al precariato”.
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