Lo stadio Rocchi e nel riquadro la sindaca Chiara Frontini
Viterbo – (sil.co.) – Stadio Rocchi alla Palazzina, Viterbese contro la sindaca Chiara Frontini. La Us Viterbese non molla ed è ricorsa al Tar del Lazio contro il comune gestore e la regione proprietaria dell’impianto sportivo per chiedere l’annullamento del no al rilascio del nulla osta, da cui la mancata iscrizione al campionato di serie D. Il ricorso, di cui pubblichiamo il contenuto, verrà discusso il 13 settembre.
La società, in rotta con l’amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini, afferma nel ricorso che, avendo adempiuto agli obblighi di manutenzione e conservazione dell’impianto, il comune di Viterbo abbia negato illegittimamente il rilascio del nulla osta e il rinnovo della convenzione sottoscritta l’8 agosto 2018 e in scadenza il prossimo 31 agosto, subordinando tali decisioni all’esito delle trattative relative a questioni di diversa natura.
La richiesta, rinnovata poi l’8 agosto, risale allo scorso 6 luglio quando, dopo vari solleciti (da ultimo il 19 maggio e il 23 giugno 2023), la sindaca Frontini ha convocato la società per valutare il rinnovo della convenzione e dare eventuale seguito ad una preintesa intercorsa fra le parti il 28 febbraio 2023, finalizzata alla realizzazione di alcuni interventi congiunti di manutenzione straordinaria, retrofitting e riqualificazione dell’impianto sportivo.
Il 7 luglio la doccia fredda, con l’invio a mezzo pec da parte del comune della determinazione prot. n. 84828/2023 per comunicare l’improrogabilità della scadenza della convenzione, senza ulteriori rinnovi. Ma c’è di più. La società – che afferma che non sussistono motivi validi per il diniego, poiché l’impianto è pienamente conforme e disponibile per l’uso sportivo – evidenzia anche la pubblicazione da parte dello stesso comune, lo scorso 28 luglio, successivamente ai dinieghi, di un “avviso esplorativo per manifestazione di interesse all’affidamento in concessione dello stadio comunale Enrico Rocchi” per la stagione 2023-2024, prevedendo l’aggiudicazione con una successiva e non meglio precisata procedura di gara dell’impianto e delle attrezzature di proprietà della società ricorrente a un prezzo base di asta di 13.500 euro, notevolmente inferiore ai costi di manutenzione sostenuti dalla stessa società. Ulteriore prova, secondo i vertici della Us Viterbese 1908, della condotta illogica e irragionevole del comune.
“LaViterbese – si legge nel ricorso al Tar del Lazio – ha adempiuto e adempie regolarmente agli obblighi previsti dall’art. 4, provvedendo, a tutt’oggi, alla corretta manutenzione, gestione e conservazione dell’impianto sportivo di interesse. Peraltro giova precisare a tal proposito che, oltre alla manutenzione ed all’apporto di migliorie varie, la società ha dotato l’impianto, ai fini dei requisiti di conformità e agibilità, di una serie di beni e attrezzature, che restano di sua proprietà, quali ad esempio l’impianto led elettrico e di diffusione sonora, l’impianto di illuminazione, le attrezzature della palestra e degli spogliatoi, le panchine, l’impianto di videosorveglianza, il gruppo elettrogeno, le attrezzature della sala medica, l’impianto di irrigazione. Senza tali attrezzature, l’impianto non sarebbe conforme e destinabile all’uso sportivo sportivo previsto dalla delibera di giunta regionale n.792/1987″.
Al centro, come è noto, la spinosa vicenda scaturita dalla richiesta da parte della società del nulla osta per partecipare al campionato di serie D per la stagione 2023-2024 legata a doppio filo alla richiesta di rinnovo-proroga della convenzione che regola la concessione e la gestione dello stadio Enrico Rocchi, di proprietà della regione Lazio ma affidato in gestione al comune di Viterbo. Dall’uno dipende l’altro: la richiesta di rilascio del nulla osta è stata infatti subordinata alla conclusione positiva delle trattative tra la società e l’amministrazione locale riguardo ad alcune questioni relative alla gestione dell’impianto.
La società, tramite l’avvocato Laura Torroni, ha quindi chiesto ai giudici amministrativi l’annullamento dei dinieghi del rilascio del nulla osta ex art. 19 Noif per partecipare alle competizioni calcistiche della stagione 2023-2024 presso l’impianto sportivo Enrico Rocchi di Viterbo. La società ha anche chiesto l’annullamento del diniego di rinnovo e/o proroga della concessione in uso e della gestione dello stadio.
“Il diniego manifestato dal comune di Viterbo ha pregiudicato irrimediabilmente – si legge sempre nel ricorso al Tar – il diritto della ricorrente ad effettuare l’iscrizione entro il termine del 13.07.2023 al Campionato di Serie di D per la stagione calcistica 2023-2024, obbligandola ad iscriversi ad un campionato di categoria addirittura inferiore e con riserva, stante la mancanza di disponibilità dell’impianto sportivo ove disputare le competizioni calcistiche. Ad oggi la società ricorrente continua ad assolvere quotidianamente e puntualmente, come da convenzione, all’obbligo di manutenzione e conservazione dell’impianto sportivo, che è pienamente conforme disponibile ad asservire all’uso cui è destinato, grazie soprattutto alle attrezzature di proprietà della società”.
E ancora: “la negata disponibilità dell’impianto da parte del comune causa l’esclusione da qualsiasi competizione sportiva e la stessa sopravvivenza della squadra calcistica”, “il comune ha negato illegittimamente ed arbitrariamente sia il rinnovo e/o la proroga temporanea della convenzione, sia il rilascio del nulla osta all’uso per le competizioni sportive per fini che esulano da qualsivoglia interesse pubblico o privato”, “tale condotta, manifestamente arbitraria, si configura illogica ed irragionevole e risulta gravemente viziata da eccesso di potere“, “all’unico scopo di concludere, alle proprie condizioni, le trattative di cui alla preintesa del 28 febbraio 2022, subordinando a queste ogni altra diversa e legittima richiesta della società”.
“Tale condotta illecita – si legge sempre nel ricorso al Tar – è stata perpetrata con la successiva nota prot. n. 87340 del 13 luglio 2023, con cui l’amministrazione ha reiterato la volontà di subordinare la concessione in uso e la disponibilità dell’impianto sportivo all’esborso di una fideiussione, di importo pari a un milione e 650mila euro che riguarda i diversi impegni ed accordi in corso di trattativa cui sopra più volte si è accennato”.
La società, nel frattempo, ha deliberato la trasformazione in società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata denominata “Us Viterbese 1908 Società Sportiva dilettantistica a responsabilità limitata (per brevità Us Viterbese)”.
Spetta ora al Tar del Lazio prendere in considerazione le argomentazioni presentate dalla Viterbese nella valutazione del caso e decidere se concedere le misure cautelari richieste e, successivamente, se annullare o confermare i dinieghi e le decisioni adottate dal comune di Viterbo riguardo al rilascio del nulla osta e alla concessione dell’impianto sportivo.
Documenti: Stadio Rocchi – Il ricorso al Tar della Viterbese contro comune di Viterbo
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