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Viterbo - Così il presidente del tribunale Francesco Oddi al convegno finale presso l'Auditorium dell'università a Santa Maria in Gradi - Presente Maria Rosaria Covelli, capo ispettore generale del ministero della giustizia

“Processi, con il progetto Giustizia Agile contiamo di ridurre i tempi di un ulteriore dieci per cento”

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Il presidente del tribunale Francesco Oddi

Il presidente del tribunale Francesco Oddi

Rosa Ruggiero, coordinatrice del progetto Giustizia Agile dell'Unitus

Rosa Ruggiero, coordinatrice del progetto Giustizia Agile dell’Unitus

Maria Rosaria Covelli, capo ispettore generale del ministero della giustizia

Maria Rosaria Covelli, capo ispettore generale del ministero della giustizia

Viterbo – (sil.co.) – “Processi, con il progetto Giustizia Agile contiamo di rifurre i tempi di un ulteriore dieci per cento”. A dirlo il presidente del tribunale Francesco Oddi, nell’ampio servizio dedicato dal Tgr Lazio al convegno finale del progetto “Giustizia agile” in corso oggi presso l’Auditorium dell’università a Santa Maria in Gradi. 

“Abbiamo un arretrato ultra triennale al civile di qualche migliaio di procedimenti e tempi medi attorno a un anno, un anno e mezzo per chiudere un processo penale”, aveva rilevato. Ma il presidente Francesco Oddi si è detto ottimista. “Con il progetto Giustizia Agile – ha proseguito, intervistato da Nazario Basili – pensiamo di ridurli ancora ulteriormente. Non è possibile fare una quantificazione, ma penso di poter dire almeno di un altro dieci per cento”.

L’università di Viterbo, per contribuire a rendere più efficiente la machina della giustizia, è capofila per il progetto Giustizia Agile nella “macro area 3”, che coinvolge gli uffici giudiziari che afferiscono ai distretti delle corti d’appello di Roma, Firenze e Perugia e le università del Lazio, della Toscana e dell’Umbria.

“L’università di Viterbo ha coordinato uno dei sei progetti che su base nazionale sono stati finanziati. Noi abbiamo individuato delle modalità di organizzazione del lavoro di una nuova struttura di staff per il giudice, che è l’ufficio per il processo che dovrebbe servire per abbattere i tempi morti”, ha spiegato Rosa Ruggiero, coordinatrice del progetto Giustizia Agile dell’Unitus.

“I dipartimenti delle università coinvolte dopo avere scattato una fotografia della situazione dei palazzi di giustizia hanno individuato caso per caso gli elementi di criticità ed elaborato strategie per ridurre i procedimenti penali e civili”, ha sottolineato Ruggiero.

Il progetto Giustizia Agile, ammesso al finanziamento per il periodo dal primo aprile 2022 al 30 settembre 2023, si inserisce all’interno del “Progetto unitario per la diffusione dell’ufficio per il processo e l’implementazione di modelli operativi negli uffici giudiziari per lo smaltimento dell’arretrato”, finanziato dal ministero della giustizia nell’ambito del Pon governance e capacità istituzionale 2014-2020 e realizzato in sinergia con gli interventi previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) a sostegno della riforma della giustizia.

“Si tratta di progetti – ha sottolineato nel suo intervento Maria Rosaria Covelli, capo ispettore generale del ministero della giustizia ed ex presidente del tribunale di Viterbo – che hanno ad oggetto modelli organizzativi per l’ufficio per il processo, la realizzazione di banche dati, dei modelli per stimolare la mediazione… l’importante è che questi progetti vengano concretamente applicati”. 

Alla tavola rotonda coordinata dal professore Alessandro Ruggieri, sono stati invitati a prendere parte: Giuseppe Meliadò, presidente della corte d’appello di Roma; Claudia Matteini, presidente facente funzione della corte d’appello di Perugia; Alessandro Nencini, presidente della corte d’appello di Firenze; Ettore Sala, capo dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione del ministero della giustizia; Davide Galli, direttore generale dell’unità di missione per l’attuazione del Pnrr del ministero della giustizia.

“Un’occasione per discutere delle prospettive della collaborazione tra uffici giudiziari e università ha osservato la responsabile scientifica del progetto Rosa Ruggiero – che potrà essere sempre più feconda, attraverso uno scambio che permetterà agli uffici giudiziari di beneficiare delle attività compiute dalle e con le università e a queste ultime di offrire ai propri studenti nuove opportunità di carattere formativo, garantendo così anche occasioni di apertura ad un contesto lavorativo in forte cambiamento”. 

 


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21 settembre, 2023

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