– Insulti, botte e continue violenze. Compresa quella di far sopportare alla compagna l’ossessione morbosa per sua sorella.
Anni di umiliazioni per una 40enne viterbese che ha visto trionfare le sue ragioni in tribunale. Il giudice di Viterbo Italo Ernesto Centaro ha condannato il suo ex a otto mesi per maltrattamenti in famiglia. La sentenza è arrivata ieri, alla sezione distaccata di Montefiascone.
L’uomo, un operaio 45enne originario della provincia, avrebbe aggredito e picchiato in più occasioni la compagna, anche davanti alla loro figlia piccola. Tra il 2005 e il 2008, lei si è stata costretta più volte a recarsi al pronto soccorso. I referti medici parlano di timpano perforato, edema alla mano, contusione alla clavicola, lividi ed ecchimosi ovunque. E sono solo alcuni degli episodi denunciati. Gli altri si sono persi nella quotidianità di una violenza che esplodeva incontrollata all’improvviso. Senza che la donna potesse fare nulla per fermarla.
A questo, si aggiungeva l’interesse morboso che l’operaio nutriva nei confronti della cognata. Una passione non ricambiata manifestata senza alcun pudore davanti alla compagna.
La difesa ha replicato che si trattava di semplici illazioni causate dalla gelosia della donna e da un suo supposto complesso di inferiorità nei confronti della sorella.
Per l’operaio, il pm aveva chiesto una condanna ben più pesante di quella comminata: due anni di reclusione. Il giudice ha disposto otto mesi, accogliendo in toto la richiesta dell’avvocato di parte civile Giuseppe Pierdomenico: cinquemila euro di provvisionale e risarcimento danni da liquidarsi in separata sede. “Da parte nostra c’è piena soddisfazione – afferma l’avvocato Pierdomenico -. La figura di questa donna è stata riabilitata dopo un processo lungo e sofferto. Era la sentenza che ci aspettavamo”.
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