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Tribunale - La violenta aggressione la notte la notte tra il 4 e il 5 ottobre 2018 in piazza della Rocca - Vittima un aiuto mediatore culturale

Gli spacca la faccia con una bottigliata perché difende la sua donna, condannato a nove mesi

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Viterbo - Polizia nel centro storico

Viterbo – Polizia nel centro storico

Viterbo – (sil.co.) – Accusato di avere spaccato una bottiglia in faccia a un 34enne d’origine marocchina, un trentenne pakistano è stato condannato ieri dal giudice Ilaria Inghilleri a 9 mesi di reclusione in primo grado per lesioni aggravate dall’uso di un’arma impropria.

Una pena che, se diventerà definitiva, lo straniero dovrà scontare, non potendo usufruire di alcun beneficio. 

I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 ottobre 2018 quando, attorno a mezzanotte, davanti alla yogurteria di piazza della Rocca, a Viterbo, il 34enne si è accasciato a terra, davanti agli occhi del gestore del locale che si accingeva ad abbassare la serranda.

La vittima, che non si è costituita parte civile al processo, è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, riportando una prognosi di 30 giorni. Movente della violenta aggressione, sfociata in un lago di sangue, sarebbe stata la volontà, da parte del 34enne, di difendere la donna che si trovava in compagnia dell’imputato, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia.

“Stava alzando le mani su di lei. Non si fa così con una donna”, ha detto il 34enne in aula, spiegando che lui e il pakistano si erano conosciuti nel 2018 in un centro di accoglienza dove lui faceva l’aiuto mediatore culturale. “Adesso mi sono trasferito a Rimini dove faccio il cameriere, ho dimenticato, ho la mia vita e sto bene”, ha aggiunto, accettando di rimettere a distanza di quasi cinque anni la querela, anche se sull’imputato è rimasta l’aggravante dell’utilizzo della bottiglia come arma.

“Ho sentito il rumore di vetri infranti e girandomi ho visto i cocci per terra e la persona offesa col volto coperto di sangue che sgorgava a fiotti da una ferita sopra il sopracciglio dell’occhio sinistro, mentre due giovani, un ragazzo e una ragazza, scappavano, per cui ho chiamato la polizia”, ha detto il commerciante, unico testimone della violenta aggressione, sentito in  tribunale lo scorso 13 luglio.

Portato nell’immediatezza a Belcolle in ambulanza dal 118, visto che perdeva molto sangue, verso le due di notte se ne sarebbe venuto via per sua scelta, tornando la mattina successiva, verso le 13,30, a farsi mettere i punti di sutura.”Ero agitato, spaventato, sentivo il sangue che mi scorreva sul viso e non vedevo più da un occhio”, si è giustificato, spiegando il nervosismo del momento, appesantita dall’alcol ingerito quella sera.


Articoli: “Mi ha spaccato la faccia con una bottigliata per avere difeso la donna che stava aggredendo” – Gli spacca la faccia con una bottiglia mentre tenta di difendere una donna


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 ottobre, 2023

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