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– Riciclaggio di mezzi da cantiere, al via il processo.
E’ iniziato ieri al tribunale di Viterbo il processo per le otto persone accusate di associazione a delinquere, ricettazione e falso materiale, che erano state arrestate dalla polstrada di Viterbo e Terni all’interno dell’operazione chiamata “Black Togo”.
Gli inquirenti arrestarono sei degli otto imputati in un blitz nel febbraio del 2009. Gli altri due alla sbarra non finirono in manette, ma era già nella lista degli indagati.
Secondo le ricostruzioni si tratterebbe di un presunto giro di riciclaggio di autoveicoli, escavatori e betoniere che avrebbe coinvolto in totale sedici persone, anche se di fronte ai giudici del collegio presieduto da Eugenio Turco (Mattei e Nisi a latere) ci sono finiti, appunto, soltanto in otto.
I mezzi da cantiere riciclati sarebbe stati clonati e poi rivenduti in Sudamerica, Europa dell’Est e Nordafrica.
Ed è proprio da uno dei paesi africani che prende il nome l’operazione della polizia stradale. Il presunto capo dell’organizzazione, Claudio Pacchiarotti, 61enne originario di Civitella d’Agliano, risiedeva in Togo.
I mezzi (veicoli commerciali, industriali, da cantiere e automobili) erano generalmente presi in locazione o di proprietà di società in leasing. L’esportazione sarebbe avvenuta tramite documenti falsi presentati alla motorizzazione di Viterbo, che segnalò il fatto all’autorità giudiziaria.
Ieri il processo è iniziato con l’ammissione prove e le questioni preliminari. La prossima udienza, nella quale si entrerà nel vivo del dibattimento con l’ascolto dei primi testimoni è stata fissata al 23 ottobre.
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