Viterbo – (sil.co.) – A processo per droga, dopo avere chiesto l’abbreviato, un 31enne e un 26enne della provincia di Caserta chiedono il patteggiamento in continuazione con una precedente sentenza per reati analoghi. Sono stai sorpresi due volte nel Viterbese con un carico di stupefacente.
La sentenza in questione è diventata definitiva lo scorso 14 aprile, quando la cassazione ha rigettato il ricorso di due dei tre imputati, uno dei quali deceduto, contro la condanna a tre anni di reclusione e a una multa di oltre 11mila euro ciascuno per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti in concorso, inflitta loro il 27 ottobre 2020 dal gip del tribunale di Viterbo davanti al quale sono ricorsi al rito alternativo del patteggiamento, che prevede lo sconto di un terzo della pena.
L’attuale processo è relativo a un altro arresto, in flagranza, convalidato il 24 giugno 2021, quando è stato chiesto il rito abbreviato condizionato e il giudice ha disposto una perizia tossicologica sulla sostanza.
Il giudice, a fronte della richiesta di patteggiamento in continuazione della difesa, ha rinviato il processo al prossimo mese di novembre, chiedendo la produzione della sentenza di condanna diventata definitiva.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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