Orte – (sil.co.) – Furbetti del cartellino alla casa della salute di Orte, nessun rischio prescrizione a breve nonostante il percorso a ostacoli del processo ai tre medici e ai due tecnici accusati di assenteismo.
Parte civile la Asl, devono rispondere di truffa aggravata allo stato per fatti risalenti al 2016. Ma il processo ha fatto finora registrare una lunga serie di rinvii, l’ultimo dei quali ieri, ma solo per la ricalendarizzazione delle udienze da parte del giudice Ilaria Inghilleri che è l’ultima ad averlo ereditato.
Il magistrato, fissando sei udienze a ritmo serrato, con sentenza prevista entro l’estate, ha comunque fatto presente ai difensori che secondo i suoi calcoli la prescrizione scatterà il 5 maggio 2025, per cui c’è tutto il tempo per arrivare alla sentenza di primo grado.
Gli imputati sono stati rinviati a giudizio il 16 febbraio 2021 dal gup Savina Poli. Il 27 aprile 2022 si è tenuta l’udienza di ammissione delle prove. La sentenza, in base al calendario, sarebbe dovuta arrivare nella primavera del 2023. Il processo sarebbe dovuto entrare nel vivo lo scorso autunno.
La prima udienza dibattimentale, per sentire i tre testimoni citati dall’accusa, era stata fissata al 24 novembre 2022. Poi si sarebbe dovuta riprendere l’istruttoria il 22 dicembre per i primi quattro testimoni della difesa, mentre lo scorso 9 gennaio, ne erano previsti altri sei e altrettanti il 2 febbraio. Il 23 febbraio avrebbe dovuto chiudersi l’istruttoria, mentre la discussione era stata calendarizzata per il 23 marzo 2022.
Nel frattempo tutti gli imputati, tre dei quali difesi dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, hanno raggiunto l’età della pensione. Uno di loro rivestiva anche una carica nella pubblica amministrazione di un centro della provincia.
Dopo avere regolarmente timbrato il cartellino, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per andare al bar o a fare la spesa. Le indagini, per fatti risalenti al 2016, sono state condotte da carabinieri e guardia di finanza tra il 2017 e il 2018.
Gli episodi contestati sarebbero di lieve entità dal punto di vista economico, circoscritti a caffè consumati al bar in orario di lavoro e allontanamenti di altrettanto breve durata dagli ambulatori per motivi personali.
Contro i presunti “furbetti del cartellino”, nel corso dell’udienza di ammissione delle prove che si è tenuta il 27 aprile 2022, l’accusa ha prodotto ulteriori documenti. Imponente il numero dei testimoni presentati dalle difese, otto dei quali depennati dal giudice, che ha chiesto liste meno ridondanti. Ne restano da ascoltare sedici.
Pronto a dare battaglia il difensore Giuseppe Picchiarelli che già in sede di udienza preliminare ha depositato un comunicazione della Asl del 2015, con cui l’azienda sanitaria avrebbe vietato ai suoi assistiti di lavorare due giorni a settimana, senza che potessero svolgere altre mansioni, essendo applicati a un incarico specifico.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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