– E’ uscito dal carcere il 36enne marocchino accusato di aver tentato di uccidere il fratello.
Dopo 14 mesi passati in cella, il tribunale di Viterbo ha accolto la richiesta del suo avvocato Massimo Rao Camemi. L’imputato ha lasciato ieri il penitenziario di Mammagialla. L’8 luglio, per la prima volta, potrà partecipare da uomo libero all’udienza del processo che lo vede imputato insieme al fratello minore 29enne per una lite a coltellate.
I fatti risalgono alla notte tra il primo e il 2 maggio 2012 a Caprarola. I testimoni ascoltati al processo, iniziato a primavera, hanno parlato tutti di “mattanza” e “sangue ovunque”. Una scena raccapricciante, con uno dei due fratelli riverso a terra e gravissimo: era il 36enne. Nella colluttazione fu lui ad avere la peggio. I sanitari che prestarono i soccorsi, sentiti tutti alla scorsa udienza, concordano nel ritenere che il maggiore abbia corso pericolo di vita, per una grave ferita al torace. L’altro aveva lesioni più lievi, ma sparse in tutto il corpo.
Proprio su questo aspetto insiste da sempre l’avvocato Rao Camemi: il suo cliente ha lottato tra la vita e la morte e si è ritrovato per più di un anno in carcere, con la pesante accusa di tentato omicidio. Il 29enne, invece, deve rispondere solo di lesioni aggravate.
Una tesi che, per il pm Massimiliano Siddi, lascia il tempo che trova: “La custodia cautelare in carcere dipende dalla pericolosità dell’individuo, non dalle ferite che ha riportato”, ha detto all’udienza del 26 giugno, opponendosi all’istanza di scarcerazione.
I giudici hanno preso qualche giorno di riflessione. Alla fine la richiesta è stata accolta. Rimane, comunque, il divieto di avvicinamento al fratello.
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