Capranica – (sil.co.) – Femminicidio sfiorato a Capranica, slitta a maggio la discussione del processo all’ex poliziotto sessantenne Alberto Aniello, che nel primo pomeriggio del 29 gennaio 2021 ha colpito con cinque coltellate – tre all’addome e due alla schiena – la compagna 56enne d’origine polacca mentre stava facendo le valigie per andarsene.
“Non ricordo di averla accoltellata”. Si è difeso così in aula, lo scorso 11 aprile, l’imputato, assistito dagli avvocati Federica Ambrogi e Amedeo Centrone, senza chiedere scusa, né perdono. “La pena più severa è il dolore che mi porterò sempre dentro”, si è limitato a dire, spiegando di avere amato moltissimo la vittima, durante i quattro anni della loro relazione, iniziata il 18 dicembre 2016, dopo la fine di un matrimonio durato 22 anni e 30 giorni dopo un tentativo di suicidio.
Carabinieri e 118 – foto di repertorio
Ieri il collegio, rinviando alla prossima primavera l’udienza in programma, ha disposto la trascrizione integrale della fonoregistrazione dell’udienza dell’11 aprile scorso, “con particolare riferimento a contenuto e argomentazioni dell’eccezione sollevata sul Dvd della risonanza magnetica cui si è opposta la difesa”.
Dell’accoltellamento Aniello ha detto in tribunale di non ricordare nulla: “Per non vedere che se ne stava andando via, mentre si preparava ho ingoiato un flacone intero di Xanax e una scatola di sonniferi. Mi sono risvegliato in ospedale la sera del 30 gennaio in ospedale, quando sono venuti a prendermi i carabinieri per portarmi al carcere di Vasto”.
Secondo la perizia medico legale e psichiatrica affidata dal tribunale a due consulenti, illustrata in aula il 13 settembre 2022 dalla dottoressa Giorgia Ciancolini e il successivo 6 dicembre dal dottor Francesco Biagiotti, la coltellata che ha sfiorato il cuore della vittima poteva ucciderla, mentre la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti sarebbe stata fortemente scemata.
A giungere a quest’ultima conclusione è stato il dottor Biagiotti, duramente contestato dall’avvocato di parte civile della vittima, la legale Alessia Moscardelli in sostituzione della collega Ernestina Portelli, la quale, tra le altre cose, ha sottolineato come gli allegati, tra cui il referto di una risonanza alla testa fatta a Belcolle il 14 dicembre 2021 su richiesta della difesa e i brogliacci di alcune visite psichiatriche effettuate in carcere immediatamente dopo l’arresto, provengano dall’elaborato del consulente di parte della difesa e come la relazione sia frutto di un colloquio di appena un’ora con l’imputato, l’unico alla presenza di tutte le parti, effettuato a ottobre dopo la scarcerazione.
Alberto Aniello è stato rimesso in libertà il 9 settembre dell’anno scorso per decorrenza dei termini dopo un anno e otto mesi trascorsi nel carcere viterbese di Mammagialla.
Tre i coltelli da cucina, dello stesso set, usati contro la 55enne: da 8, 13 e 18 centimetri. “La parte offesa non è mai stata in pericolo di vita, ma il colpo sferrato sotto il seno destro, che ha provocato lacerazioni e contusioni al polmone nonché sfiorato il cuore, poteva essere mortale”, ha detto in aula il medico legale Giorgia Ciancolini.
L’accoltellamento è avvenuto attorno alle 14, 20. L’allarme dato dal vicino che per primo ha soccorso la 55enne, è scattato alle 14,26. Per primo è giunto un carabiniere della locale stazione. Alle 14,40 è arrivato il 118. L’ambulanza è ripartita con la paziente a bordo alle 15,20, dopo che i sanitari hanno medicato le ferite. La vittima è giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle alle 15,50 con un codice rosso. Alle 2 di notte la parte offesa è stata condotta in sala operatoria dove le è stato apposto il drenaggio per il pneumotorace derivato dal colpo che ha raggiunto il polmone e sfiorato il cuore.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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