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Ex ballerino di Amici - Violenza sessuale - Dalla relazione emergerebbe, secondo la difesa, che il rapporto è stato consenziente e non violento

“La perizia scagiona Miotto”

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Catello Miotto

La perizia “scagiona” Miotto. Sono arrivati la scorsa settimana i risultati della perizia fatta eseguire dalla Procura su Catello Miotto.

Il 25enne, ex ballerino di Amici, finì in arresto nel febbraio scorso, con l’accusa di aver violentato l’ex moglie di un suo vicino di casa.

L’esito della relazione è incoraggiante, secondo uno degli avvocati di Miotto, Alfredo Trotta (che difende il ballerino insieme al collega Elio D’Aquino).

“Alcuni dei segni trovati sul collo di Miotto sono riconducibili alla colluttazione che c’è stata dopo, con l’ex marito della donna – spiega l’avvocato -. A parte un livido che, come emerge dalla perizia, sarebbe un “succhiotto” della donna stessa”. Un particolare che, secondo la difesa, lascerebbe pensare a un rapporto tutt’altro che forzato, ma consenziente.

Per avere un quadro più completo della situazione, comunque, bisognerà attendere i risultati dell’altra perizia. Quella del medico legale nominato dalla difesa di Miotto, che sarà pronta a breve, insieme ai rilievi dei Ris.

L’ex ballerino, nel frattempo, sottoposto a obbligo di firma, si è trasferito a Fano, dove ha trovato lavoro in un ufficio postale.

I fatti per i quali il ragazzo è accusato risalgono, precisamente, al 26 febbraio scorso.

Quella sera Miotto rincasò, dopo essere uscito con suo vicino di casa (l’ex marito della donna che lo avrebbe poi accusato di averla violentata).

Il 25enne era ubriaco ed era stato cacciato da un locale del centro. Scoraggiato, si era fatto riaccompagnare a casa dall’amico (che era poi, tornato al locale). Ma anziché entrare subito nel suo appartamento, bussò a un interno al piano di sotto. Proprio quello in cui abitava l’amico, lasciato poco prima.

L’uomo, ovviamente, non era in casa. C’era la sua ex moglie, rimasta a fare compagnia alla figlia di sei anni, a letto con la febbre.

Catello era molto abbattuto, per il fatto di essere stato cacciato dalla discoteca. La donna, quindi, lo invitò a entrare per fumare insieme una sigaretta e cercare di calmarlo un po’.

La situazione degenerò poco dopo, quando Catello, come raccontato dalla donna ai carabinieri, iniziò a farle delle avances sempre più esplicite.

Alla fine, sempre secondo la versione della donna, fu spinta in camera da letto e costretta ad avere un rapporto sessuale. A parte della scena assistette l’ex marito che, rincasando all’improvviso, vide il suo amico Catello chino sulla ex.

Immediata la reazione dell’uomo, che bloccò e picchiò Catello, per poi chiamare i carabinieri.

La donna fu subito portata al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle. La visita confermò la lacerazione del collo dell’utero.

Dagli accertamenti cui fu sottoposto Catello, invece, risultarono graffi e lividi sul collo e una lesione al prepuzio. Ferite, che secondo la perizia della Procura, non sono imputabili a un rapporto violento.

Una conclusione che va tutta a vantaggio di Miotto, per il quale, probabilmente, la difesa chiederà la revoca dell’obbligo di firma.


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24 novembre, 2010

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