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Santa Rosa - I facchini a Palazzo dei Papi

Il raduno delle emozioni

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Il raduno dei facchini a Palazzo papale

Il raduno dei facchini a Palazzo papale

Il raduno dei facchini a Palazzo papale

Roberto Vittori mostra il ciuffo che ha portato sulla Luna

Roberto Vittori mostra il ciuffo che ha portato nello spazio

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi

Il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli

Il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli

I facchini al completo a Palazzo dei Papi

I facchini al completo a Palazzo dei Papi

I facchini

I facchini

(g.f.) – Il raduno delle emozioni, delle novità e di qualche imprevisto (galleryvideo).

Nuova la sede per i Facchini di Santa Rosa, al palazzo dei Papi, con l’emozione che sale quando il pensiero va al facchino scomparso, Luigi Chiocchia o quando il Sodalizio consegna una targa ricordo a madre, padre e sorella di Roberto Marchini, morto in Afghanistan. A entrambi saranno dedicate le girate a piazza del Comune.

Si gioisce insieme per Martina, la piccola campionessa viterbese che ha ricevuto un’altra targa, stavolta dai Facchini. Non meno importante, perché dietro c’è l’affetto di tutta la città. Poi il giro in parte nuovo. Che inizia dalla foto di rito sulla gradinata del palazzo e l’imprevisto.

Alla prima sosta, a Santa Giacinta, la banda musicale non gira per piazza della Morte, ma prosegue verso via Cardinal La Fontaine, saltando la chiesa, mentre all’interno le suore stupite sentivano la musica allontanarsi, anziché farsi più forte.

Per fortuna qualcuno ha realizzato, fermando il corteo che è tornato sui suoi passi. O quando a piazza delle Erbe un gruppo di ragazzi, al passaggio dei Facchini srotola uno striscione con l’immagine della senatrice Allegrini a forma di banconota e la scritta “Se potessi avere tremila euro al mese”. Fuori contesto, ma sempre una sorpresa rimane, anche se per qualcuno non troppo gradita.

Tutto comincia alle 14, in una piazza San Lorenzo battuta dal sole, i facchini si ritrovano per cominciare il lungo cammino che alle 21 li vedrà arrivare a San Sisto per prendere la Macchina.

Foto di rito per i nuovi arrivati e non solo, scambio di battute e prima ancora d’entrare, un’emozione. Uno di loro, Bruno Grassotti, non si è sentito bene e quindi non potrà essere sotto Fiore del Cielo coi suoi compagni. Viene a salutarli e a riconsegnare la spalletta. Un lungo applauso lo saluta mentre con la sua auto se ne va.

Poi tutti in conclave. Fa più caldo che al teatro Unione, ma c’è una ragione per cui i Facchini sono qui. Per ricordare i 750 anni dalla morte di Papa Alessandro IV che ha portato il papato a Viterbo e che ha dato il via alla tradizione del tre settembre che è arrivata fino a oggi. “Non lo facciamo spesso – dice il presidente Massimo Mecarini – ma dedicheremo a lui il trasporto”.

Quindi gli applausi per tutti gli ospiti. Sentiti e tutti in piedi salutando i familiari di Marchini. Fragorosi per la campionessa Martina, un po’ meno quando si nomina l’ideatore di Fiore del Cielo. Arturo Vittori in sala non c’è. Ma c’è il fratello che riconsegna il ciuffo portato nello spazio e che ora entra nel museo del Sodalizio.

“Manco da tre anni per i miei impegni – dice Roberto Vittori – ma vi ho seguito sempre e questa è la prima volta che potrò vedere la Macchina ideata da mio fratello”. Ai nuovi Facchini il presidente Mecarini raccomanda l’importanza del loro rapporto d’amicizia. “Come il grano che una volta raccolto va in cascina, mentre la zizzania va bruciata”. Tutti d’un sentimento.

La targa ricordo ai familiari di Marchini la consegna il capofacchino Sandro Rossi. “Si è sacrificato per la libertà, sarà sempre nei nostri cuori”. Le cravatte del Sodalizio quest’anno sono andate a Stefano, Alessio e Vincenzo Fiorillo, costruttori della Macchina con i Cesarini. Loro, ormai vecchi del mestiere, la cravatta ce l’hanno già.

Mauro Serafini, il facchino più giovane, consegna fiori alle donne presenti. Una novità, mentre il sindaco Marini, prima di parlare ci tiene a tenere a debita distanza il presidente Mercarini e il capofacchino Rossi. Memore delle foto immortalate su Tusciaweb. “Noi amiamo i gesti virili – ci scherza su – il rapporto con i Facchini è saldo”. Poi abbraccia tutti e due. Virilmente. Per il vescovo Rino Fumagalli è la prima volta ed esorta i Facchini a essere un esempio.

“Il mio augurio – dice – è che siate persone consistenti, capaci di portare le gioie e i pesi della vita”. Il presidente della Provincia Meroi ha ricordato i dieci ragazzi della Sierra Leone ospiti a palazzo Gentili.

Poi il suono della banda invita tutti a uscire. Tempo di cominciare il giro delle chiese. Da Santa Giacinta. Quasi saltata, con la banda che ha tagliato su via Cardinal La Fontaine. Quindi il ritorno dopo anni a Santa Maria Nuova restaurata, poi il passaggio a piazza delle Erbe, con lo striscione sui tremila euro e la Allegrini.

Il giro e lungo, così come il pomeriggio che si chiude col ritiro ai Cappuccini. Con un’altra grande emozione sempre più vicina.


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3 settembre, 2011

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