![]() Vincenzo Ventura l'uomo fermato per la morte del ciclista Massimo Faccenda |
![]() Ventura all'uscita del tribunale |
![]() Ventura all'uscita del tribunale |
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| La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione |
– (s.m.) Arresti domiciliari per Vincenzo Ventura.
Così ha deciso il gip Francesco Rigato, all’udienza di convalida del fermo, tenutasi questa mattina alle 9 a Mammagialla (gallery: il fermo di Ventura * il furgone *video: il fermo del 62enne * ecco come lo abbiamo preso).
L’autotrasportatore 62enne di Fonte Nuova (Roma) che ha travolto e ucciso il ciclista Massimo Faccenda ha risposto per circa un’ora e mezza alle domande del giudice. Ventura ha spiegato di essere molto stanco per gli orari di lavoro massacranti. Forse ha avuto un colpo di sonno dal quale si è risvegliato solo dopo aver sentito un gran tonfo. Si è accorto di aver urtato contro qualcosa, ma non pensava a un essere umano. Ha parlato di una specie di sagoma che si è visto sfrecciare accanto. Ma è stata una frazione di secondo. Quando è sceso a controllare, a parte un pedale della bici di Faccenda, non c’era traccia di presenza umana. Non ha sentito gridare. In più, stava facendo tardi al lavoro. Ha raccolto lo specchietto e proseguito la marcia. E quando poi è ripassato in quel tratto, al chilometro 49,200 della superstrada Viterbo-Orte e ha visto i vigili del fuoco, non ha associato che era proprio il punto in cui aveva avuto l’incidente.
Per il suo avvocato Paolo Delle Monache non c’erano esigenze cautelari. Ventura non può inquinare le prove. E per scongiurare il pericolo di fuga non c’è bisogno di tenerlo in carcere. Esclusa anche la reiterazione del reato: la patente gli è stata sospesa e non può guidare. Da qui, la richiesta di remissione in libertà, che il gip ha respinto, concedendo i domiciliari.
Da oggi, quindi, l’autotrasportatore torna a casa. Ma il suo primo pensiero va ai familiari di Faccenda, ai quali vorrebbe scrivere una lettera.
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