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Società - La protesta dell'albero di Natale diventa il simbolo della “rivolta” della frazione

Viva la repubblica di Bagnaia!

di Francesca Buzzi
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L'albero di Natale dei bagnaioli

Il primo alberello posizionato dai bagnaioli

L'albero di Natale dei bagnaioli

Uno dei cartelli ironici verso il Comune

Il nuovo alberello sovversivo bagnaiolo

Il secondo alberello sovversivo bagnaiolo

– Viva la repubblica di Bagnaia! Un grandissimo applauso ai bagnaioli! Bagnaia libera!

Questo e molto altro ancora è quello che è riuscita a scatenare una protesta che sembrava banale, ma che è diventata il simbolo della “rivolta” bagnaiola.

Un albero di Natale, negato dall’amministrazione comunale e posizionato simbolicamente dai cittadini, poi tolto non si sa da chi, sostituito di nuovo con un alberello di cartone e di nuovo rimosso dagli agenti della polizia locale.

Un tira e molla durato due giorni.

Tutto ha inizio quando un gruppo di bagnaioli, infastiditi dal fatto che il Comune si è dimenticato di abbellire la frazione con il tradizionale albero di Natale in piazza, decide di posizionarne uno “casalingo” con qualche cartello di protesta nei confronti dell’amministrazione. L’alberello, e i relativi “cartelli” vengono però fatti sparire ben presto.

A questo punto la protesta sfocia sui commenti agli articoli pubblicati su Tusciaweb. Ce n’è proprio per tutti i gusti e in poco tempo viene messa in piedi una vera e propria campagna di “liberazione” della frazione di Bagnaia.

“Viva la repubblica di Bagnaia con tutti questi leoni pronti a combattere a parole magari aizzandosi l’un l’altro – si legge in un commento -. Poi arrivano i fascisti e se la fanno sotto pure in cabina elettorale per paura che si possano accorgere che non li hanno votati. Almeno state zitti, conigli”.

Piovono, poi, i complimenti per chi ha avuto il coraggio di fare un un gesto di protesta. “Evviva chi ha come noi ancora la faccia di parlare – commenta un lettore, di non lasciarsi intimorire da chi, per il suo potere, anzi lo chiamerei pseudo-potere, pensa di poter far tacere gli altri.
Voglio ricordare che le rivoluzioni partono dal basso”.

“Un grandissimo applauso ai bagnaioli – gli fa eco un altro -. Il loro senso ironico è imbattibile e soprattutto, protestando pacificamente, hanno dato un vero “schiaffo” a chi ci amministra… peccato però che quelli del grande palazzo si girano sempre dall’altra parte”.

E l’orgoglio paesano spinge addirittura qualcuno a rispolverare i libri di storia. “Ma vi pare che noi bagnaioli – recita un altro commento – non ci siamo fatti intimorire dai Lanzichenecchi e ci facciamo intimorire da Marini e i suoi peones?”

C’è anche chi propone di portare “in dono” al sindaco l’alberello sottratto dalla piazza di Bagnaia. “Mettetelo sulla sedia del sindaco alla sala del consiglio comunale – dice un lettore -, c’è più democrazia in quell’alberello che in voi”.

Poi qualcuno fa l’elenco di tutto ciò che a Bagnaia manca da troppo tempo. “Siamo senza pulizia, senza amministratori, senza polizia municipale, 
senza decoro urbano, senza ufficio anagrafe, senza turisti, senza futuro – scrive -. Un appello ai vitorchianesi: salvateci dalle orde viterbesi, fateci diventare la vostra frazione”.

L’ironia sembra essere ormai l’arma adottata bonariamente da tutti e pur senza far mancare una nota di polemica qualcuno scrive: “io per far rimuovere un materasso abbandonato sotto casa mia ho dovuto chiamare per una settimana di fila! La prossima volta basterà scrivere sopra il materasso abbandonato qualche lamentela su sindaco o assessori per farlo rimuovere in tempi record”.

Infine un coraggioso e speranzoso lettore esprime il suo desiderio natalizio, con una chiara autocritica rivolta a tutti i bagnaioli: “Caro albero di cartone di Natale a nome di questo popolo bagnaiolo
facci diventare più buoni
e meno cog…”

L’ultima parola, misteriosamente, non è stata completata. Chissà cosa voleva dire quel lettore…

Francesca Buzzi


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17 dicembre, 2011

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