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Viterbo - La maggioranza replica alle critiche sul progetto Itet e ai 90mila mc di costruzioni spostati al Barco

Il Comune vuole il termalismo, nessuna colata di cemento

di Giuseppe Ferlicca
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La conferenza convocata dal sindaco

La conferenza convocata dal sindaco

La conferenza convocata dal sindaco

– Il Comune non teme le terme. Arriva a stretto giro di posta la replica dell’amministrazione all’attacco sferrato dall’opposizione sulla delocalizzazione dalle Zitelle al Barco, realizzando non più una struttura termale, ma trecento appartamenti, lasciando solo una parte residuale turistica alle Zitelle.

Stamani conferenza stampa convocata dal sindaco Marini ieri sera, quando quella della minoranza praticamente non era nemmeno finita. Per dire che Pd, Udc e Sel non l’hanno raccontata giusta.

Il centrodestra vuole la città termale e dal progetto Itet a conti fatti ne trarrà vantaggio. La società costruirà novantamila metri cubi in abitazioni al Barco su un terreno proprio e non reperito dall’amministrazione.

Dal canto suo palazzo dei Priori otterrà in cambio 25 ettari in cui realizzerà la città dello sport e la parte termale alle Zitelle rimarrà. La conferenza stampa potrebbe pure finire qui, se non fosse che qualche dubbio resta. Allora perché tutto questo rumore? Come mai un progetto che parte negli anni settanta, cantierabile, non viene mai realizzato e quando l’Enac nel 2007 fa notare che non è compatibile con la pista aeroportuale da un chilometro e mezzo, si cambia rotta?

“Si poteva fare da decenni – osserva il sindaco Giulio Marini – evidentemente l’azienda nel tempo ha ritenuto, valutando costi e benefici, di non procedere subito. E’ mancata la volontà”. Problemi societari, azzarda il consigliere Pdl Marcuccio Marcucci.

L’Itet negli anni non fa nulla, presenta un progetto definitivo solo nel 2006 e quando si vedere negata la possibilità a costruire, ricorre al Tar. “Quando si verifica un’impossibilità – dice ancora Marini – la norma prevede la possibilità di delocalizzare parte dell’investimento. Potevano chiedere all’amministrazione un terreno e non l’hanno fatto. Se lo sono procurato e in più ci doneranno 25 ettari alle Zitelle. Dove la parte turistica rimane, si sposta la residenziale. E’ falso dire che affossiamo il termalismo”.

Dire no all’operazione per Marcucci potrebbe costare caro. “Il pagamento di una penale – osserva Marcucci – per il mancato permesso a edificare. Dire no è possibile, ma va considerato un congruo pagamento”.

Dopo tanti anni, nonostante sia rimasto tutto sulla carta, per la maggioranza i privati hanno comunque diritto a costruire.

“E’ possibile – osserva Marcucci – non c’è una scadenza, fino a quando il piano regolatore non arriva a esaurimento. Noi la città termale la vogliamo sul serio. Sono stato io con l’allora sindaco Rosati a coniare il termine Viterbo città termale. Fino ad allora eravamo conosciuti solo per la presenza dei militari”.

Quindi avanti tutta. “E’ una scelta politica – osserva il capogruppo Pdl Roberto Bennati – supportata da pareri tecnici dei nostri uffici. Non penseremmo mai di fare operazioni in caso contrario. Inoltre è fatta salva la possibilità di completare il semianello”.

E l’assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini rassicura: “I 30mila metri cubi alle Zitelle a carattere turistico e i 90mila al Barco in appartamenti – spiega Ubertini – chiederemo che procedano di pari passo”.

Il progetto dovrà passare al vaglio del consiglio comunale e la bocciatura in terza commissione è un incidente di percorso che potrà nuovamente accadere. “Lì – spiega Marini – Taborri è passato dalla maggioranza alla minoranza, poi Moltoni è passato al gruppo misto e non sappiamo se faccia più parte della maggioranza. Da quanto visto sembrerebbe di no”.

Politicamente l’opposizione, stando al primo cittadino, sta solo tentando di fare lo sgambetto alla maggioranza.

“Il loro solo intento è non farci realizzare le opere per provare la nostra incapacità. Mi spiace per loro, ma alcune iniziative potevano portarle in porto, visto che alcuni hanno fatto parte in passato della maggioranza”.

L’opposizione si è domandata come mai cambiare la destinazione d’uso e non spostare altrove lo stesso progetto. Alla Volpara ad esempio. “C’è acqua fredda in zona – precisa Marini – quella termale sta al Paliano e c’è già una concessione per la Freetime”.

Mentre sul fronte Barco e sul fatto che si vada a realizzare trecento appartamenti in una zona agricola di pregio, in Comune alzano le mani. Le zone sono delimitate dalla Regione e non a Viterbo. Spiegazioni che basteranno a calmare le acque?

Giuseppe Ferlicca


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11 gennaio, 2012

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