Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Il giovane viterbese era morto a Regina Coeli

Tre rinvii a giudizio per la morte di La Penna

Condividi la notizia:

Simone La Penna, morto nel carcere di Regina Coeli a Roma

<p>Simone La Penna, morto nel carcere di Regina Coeli a Roma</p>

– Tre medici del reparto sanitario del carcere di Regina Coeli di Roma rinviati a giudizio dal gup Nicola Di Grazia per la morte di Simone La Penna, il 32enne viterbese trovato morto nella sua cella il 26 novembre del 2009.

Ai tre medici è stato contestato il reato di omicidio colposo dal pm Eugenio Albamonte.

Il dirigente del reparto sanitario dedl carcere di Regina Coeli, Andrea Franceschini, e i medici Giuseppe Tizzano e Andrea Silvano dovranno comparire come imputati davanti al tribunale monocratico il prossimo 11 luglio.

In base alle accuse formulate dal pm, i tre medici non si sarebbero accorti del progressivo dimagrimento di La Penna. Invece di intervenire con le cure del caso, lo avrebbero lasciato morire, nonostante fosse evidente la gravità il suo stato di salute dal punto di vista psichiatrico.

“Simone – secondo la sorella – soffriva di anoressia, una malattia che era esplosa in carcere. Aveva bisogno di cure, gli somministravano solo psicofarmaci”.

Penna, dopo il suo arresto, per detenzione di stupefacenti nel gennaio 2009, era stato rinchiuso nella casa circondariale di Viterbo. La detenzione aveva intaccato la sua salute in appena un mese. Aveva perso 30 chili di peso.

A giugno il ricovero al Sandro Pertini per il grave stato di denutrizione. Ma pochi giorni dopo è stato riportato in cella dove veniva, secondo gli inquirenti, controllato sul piano sanitario.

Gli avvocati di La Penna avevano chiesto gli arresti domiciliari, vista l’incompatibilità con la detenzione in carcere del loro cliente, gravemente ammalato.
 La famiglia di La Penna, nel novembre 2009, aveva presentato denuncia per omicidio colposo.

Ieri le tesi della pubblica accusa sono state ritenute fondate dal gup che ha disposto il rinvio a giudizio dei tre medici.

La Penna morì pochi giorni prima che sempre nell’ospedale Sandro Pertini perdesse la vita un altro detenuto, Stefano Cucchi.


Condividi la notizia:
18 febbraio, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR