--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato a giudizio per stalking sulla ex e su sua madre

Una testa d’agnello sull’auto dell’ex suocera

Condividi la notizia:

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

A giudizio per aver messo una testa d’agnello sull’auto dell’ex suocera.

Di questo è accusato un viterbese sulla quarantina, imputato per minacce all’ex compagna e alla madre. Ieri mattina l’udienza, davanti al giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni.

Una storia di vecchi dissapori di coppia che si trascina dal 2009, anno in cui l’uomo avrebbe comprato una testa d’agnello dal macellaio per poi posizionarla sulla macchina dell’ex suocera.

“Mi ha raccontato lui stesso di averlo fatto – ha spiegato in aula un’altra ex dell’imputato -. Mi disse che voleva intimorire la madre di suo figlio e l’ex suocera. Farle vivere nella paura. Creare disarmonia nella loro famiglia”.

I motivi di tanto rancore riguarderebbero il bimbo della coppia, che all’epoca dei fatti, aveva appena cinque anni. L’ex compagna, costituitasi parte civile al processo, avrebbe impedito più volte al padre di vedere il figlio. Questa, almeno, è la tesi della difesa. Ma l’ex fidanzata-testimone smentisce. “Lei si presentava sempre agli incontri. Era il bimbo che non voleva vedere il padre. Anche perché assisteva a telefonate terribili tra i genitori. Lui aveva sempre un tono brusco con lei. La insultava costantemente. Gliene diceva di tutti i colori, anche davanti al bambino”.

L’uomo non si sarebbe fermato alla testa d’agnello. Secondo la versione della donna, “inviava telegrammi minatori all’ex suocera e faceva pedinare l’ex compagna dai suoi conoscenti. Anche se stava con me e tra loro era finita”.

Non solo. L’imputato avrebbe anche avuto un piano per togliere il bimbo all’ex compagna. “Voleva incastrarla – ha riferito la teste -. Pensava di mettere droga nello zainetto del piccolo e chiamare i carabinieri. Così la colpa sarebbe ricaduta sull’ex. Ma il suo interesse non era tenere il figlio con sé: lui voleva che fosse affidato a un istituto perché diceva che la madre non era in grado di occuparsene”.

Un racconto svoltosi in un clima di fortissima tensione. Tra le continue schermaglie di difesa e parte civile, i tentativi dell’imputato di interrompere la donna e i rimproveri del giudice, che ha minacciato di cacciarlo dall’aula.

La seduta, alla fine, è stata aggiornata al 10 maggio, per continuare il giro delle audizioni.


Condividi la notizia:
10 febbraio, 2012

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR