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Tribunale - Così un 46enne avrebbe minacciato zio e nipote, che hanno testimoniato ieri in aula

“Se non ritiri la denuncia sono cavoli tuoi…”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Ha affrontato due processi in un giorno per ingiurie, tentata estorsione e rapina.

Il 46enne napoletano L.C., assistito dall’avvocato Paolo Delle Monache, è comparso di nuovo ieri mattina davanti ai giudici del tribunale di Viterbo.

Due gli episodi di cui deve rispondere. Uno riguarda le ingiurie a Claudio Pezzini, antiquario di Bolsena arrestato a settembre 2011 nell’operazione Lions, per ricettazione di opere d’arte, furto e usura.

L’altro riguarda invece la tentata estorsione e rapina al nipote di Pezzini, anche lui dapprima arrestato nell’ambito del blitz Lions, e poi uscito dalla vicenda con un’archiviazione.

Fatti per i quali si procede separatamente, in due diversi processi, e che risalgono il primo all’aprile 2010 e l’altro al settembre 2009. In entrambi i casi, L.C. avrebbe minacciato zio e nipote di ucciderli se non avessero ritirato le denunce sporte a suo carico. “Cornuto, ritira la denuncia altrimenti ti ammazzo – avrebbe detto l’imputato all’antiquario -. Se non ritiri la denuncia sono cavoli tuoi e ti faccio un culo così”.

Il nipote, invece, sarebbe stato minacciato da L.C. con una pistola scacciacani, in presenza dello zio antiquario, per poi vedersi sottrarre le chiavi della sua macchina.

Durante i due processi di ieri mattina, le vittime, costituitesi parte civile e rappresentate dall’avvocato Vincenzo Dionisi, hanno ribadito la loro versione dei fatti davanti ai giudici del collegio, raccontando da capo i due episodi.

Nel caso delle ingiurie a Pezzini, oltre all’antiquario, sono stati sentiti anche un maresciallo e un altro indagato dell’operazione Lions. Relativamente al secondo caso, invece, è stata ascoltata solo la presunta vittima della tentata estorsione, e cioè il nipote dell’antiquario.

Le prossime udienze, per l’ascolto di altri testimoni, sono fissate al 6 novembre.


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18 aprile, 2012

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