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Blitz Drago - 40 arresti, di cui 23 nel capoluogo e in provincia - 112 perquisizioni - Droga, anabolizzanti, prostituzione, violenza sessuale, usura, estorsione, furti

“La più vasta operazione mai condotta a Viterbo”

di Stefania Moretti

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Gli arrestati
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Gli arrestati

Gli arrestati
Gli arrestati
Gli arrestati
Gli arrestati

I militari che hanno preso parte all'operazione Drago

I militari che hanno preso parte all'operazione Drago

Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi

Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi

Il capitano Giovanni Martufi, comandante del nucleo investigativo

Il capitano Giovanni Martufi, comandante del nucleo investigativo

Il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo

Il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo

Il maresciallo Paolo Lonero, comandate della stazione di Soriano nel Cimino

Il maresciallo Paolo Lonero, comandate della stazione di Soriano nel Cimino

I proiettili

Le cartucce

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti
Le sostanze dopanti

La droga

La droga

Un bilancino di precisione

Un bilancino di precisione

Alcuni assegni sequestrati

Alcuni assegni sequestrati

– “La più vasta operazione mai condotta a Viterbo” (fotocronacavideo).

Così il colonnello Gianluca Dell’Agnello, comandante provinciale dei carabinieri, definisce il blitz “Drago”, che ha portato all’arresto di 40 persone, 30 in carcere e 10 ai domiciliari.

L’operazione è stata portata avanti dai carabinieri di Soriano nel Cimino, al comando del maresciallo Paolo Lonero, e dal Nucleo operativo della compagnia di Viterbo, all’epoca coordinato dal capitano Giovanni Martufi.

Le accuse vanno dallo spaccio di droga al traffico di anabolizzanti. Dal furto aggravato alla rapina. Fino alla violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona, estorsione e usura.

Gli arresti sono scattati alle prime luci dell’alba, dopo un’indagine durata oltre un anno e partita il 17 gennaio 2011, da una Bmw crivellata di colpi d’arma da fuoco a Soriano nel Cimino. “L’auto era di due fratelli sorianesi già noti alle forze dell’ordine, uno disoccupato e l’altro tatuatore – spiega il capitano dei carabinieri di Viterbo Raffaele Gesmundo -. A fare fuoco era stato un cittadino romeno, esasperato dalle pressanti richieste di denaro dei due, per una partita di droga mai pagata”. E’ dal suo cognome Dragos, che prende il nome l’operazione.

Dall’attentatore, l’attenzione si è presto spostata alle vittime. E dalle indagini è emersa la fitta rete di rapporti intrattenuti, in particolare, da uno dei due due fratelli, con una serie di personaggi, legati da numerosi traffici illeciti.

Lo spaccio di droga, soprattutto cocaina destinata a pub, discoteche e bar del Viterbese, era il primo e il principale. Ma non il solo.

Stando alle indagini, i due fratelli e le loro conoscenze finanziavano l’acquisto di stupefacenti tramite altri canali. Come il racket dell’usura e delle estorsioni e la vendita di anabolizzanti e testosterone presso i frequentatori di tre palestre di Soriano, Viterbo e Vallerano. “Sostanze pericolose”, sottolineano i militari, che gli indagati erano i primi a utilizzare, per aumentare la muscolatura e impaurire le vittime, minacciate e inseguite fin sotto casa. Tra queste, anche un albergatore viterbese, cui fu chiesta la restituzione di un prestito con un tasso di interesse usurario del 10% mensile.

Poi c’era il filone dei furti in negozi e cantieri edili. E, infine, quello della prostituzione che coinvolgerebbe, in particolare, uno dei due fratelli, il disoccupato. Insieme alla sua fidanzata, l’uomo avrebbe costretto una giovane romena a prostituirsi gratuitamente. I preventi sarebbero stati spartiti tra la coppia. E quando, in un’occasione, la ragazza si ribellò, lui l’avrebbe picchiata e violentata, sotto gli occhi della sua donna.

Le ordinanze di custodia cautelare, avanzate dal pm Stefano D’Arma, sono state emesse dal gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli. Oltre 400 i militari impegnati nell’operazione, che hanno eseguito 40 arresti e 112 perquisizioni all’alba, tra Viterbo, Roma, Perugia, Terni, Cremona e Piacenza.

“La droga veniva tagliata di notte nello studio del tatuatore sorianese – afferma il maresciallo dei carabinieri di Soriano Lonero -. Dall’inizio delle indagini ne abbiamo sequestrati 200 grammi solo di cocaina. Altri 100 questa mattina, tra cocaina, marijuana, piante di canapa indica e semi”.

Su 40 arrestati 13 sono stranieri, albanesi e romeni. Quattro i fermati a Viterbo. Altri a Vignanello, Corchiano, Civita Castellana, Vallerano, Fabrica di Roma, per un totale di 23 persone arrestate in tutto il territorio provinciale. Il resto in Emilia Romagna, Lombardia, Umbria e Lazio.

Ai 40 arrestati nel blitz di oggi, si aggiungono altre sette persone finite in manette nei mesi scorsi, quando l’indagine era già partita.


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28 maggio, 2012

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