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Tribunale - "Banda del buco" alla sbarra

Raffica di furti e rapine, in sette a giudizio

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Una raffica di furti e rapine a Vetralla, Viterbo e nell’hinterland di Tuscania, zona Piansano e Valentano.

A metterle a segno sarebbero stati in sette, tutti provenienti da diversi paesi dell’Europa dell’Est e tutti irreperibili. L’autorità giudiziaria non li ha mai rintracciati. Ma la giustizia ha fatto comunque il suo corso e il processo ai sette, iniziato di recente, è tuttora in corso al tribunale di Viterbo.

Almeno una quindicina i testimoni già sentiti in aula. Tutte vittime dei colpi accuratamente studiati dal gruppo. Una specie di “banda del buco”, stando ai racconti delle parti offese, che era solita praticare un foro nelle finestre per poi introdurre un ferretto all’interno e aprire la maniglia. In altri casi, quando il sistema non era applicabile, la banda passava alle maniere forti, forzando portoni, rimuovendo grate o spaccando vetri.

I furti e le rapine contestate risalgono a un periodo compreso tra l’ottobre 2005 e il gennaio 2006. Il gruppo non aveva obiettivi preferiti: colpiva indistintamente abitazioni, bar o negozi collezionando un bottino variegato, che andava dalle auto ai gioielli.

La maggior parte della refurtiva non è mai stata recuperata. E nei casi in cui è stata ritrovata, è rimasta sotto sequestro, senza possibilità di restituirla ai proprietari. Parola del marmista viterbese e della pensionata 81enne ascoltati ieri mattina dal giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni, insieme ad altri cinque testimoni. Lui aspetta ancora il suo orologio, la signora i suoi anelli e collane d’oro.

Restituito, invece, il camioncino rubato sempre sette anni fa dalla banda a Vetralla. Al proprietario, cui fu contestata una multa quando il mezzo era ancora in mano ai ladri, il furgone fu riportato pieno di ammaccature. La vittima dovette pagare un salato conto dal carrozziere per rimetterlo a posto.

Il processo è rinviato al 22 settembre, per ascoltare altre 15 parti offese.

 

 

 


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19 giugno, 2012

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