(s.m.) – Usava la figlia per estorcere denaro alla madre.
Una brutta storia, quella approdata, ieri mattina, al tribunale di Viterbo. Lui, padre di famiglia, originario di Civita Castellana, è imputato per stalking e tentata estorsione nei confronti della ex.
L’accusa, in pratica, è di aver inviato una serie di lettere minatorie alla madre di sua figlia.
All’inizio, l’avrebbe contattata assiduamente con la scusa di ottenere più incontri con la bambina. Finché le richieste non sono diventate di tutt’altro tenore. Del tipo: “Dammi 100mila euro o quando vedo la bambina la ammazzo”. Oppure: “Non vedrai mai più tua figlia”.
Le missive minatorie sarebbero almeno una decina. Tutte anonime. L’uomo non si firmava mai, ma che dietro quelle lettere ci fosse la sua mano lo avrebbe confermato anche una perizia grafica disposta dalla procura durante le indagini.
La denuncia è scattata nell’aprile 2010. Il tribunale dei minori gli ha sospeso la potestà genitoriale e, di conseguenza, gli incontri protetti con la bimba, alla presenza degli assistenti sociali.
Il processo è iniziato ieri mattina, davanti al giudice Gaetano Mautone. L’ex compagna dell’uomo, assistita dall’avvocato Giovanni Labate, si è costituita parte civile.
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