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Provincia - Destinati agli impianti, ma dal primo gennaio in molti comuni scatteranno comunque i divieti

Emergenza arsenico, dalla regione oltre 24 milioni

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

L'assessore provinciale all'Ambiente Paolo Equitani

L'assessore provinciale all'Ambiente Paolo Equitani

(g.f.) – Arsenico nell’acqua, dalla regione arriva la ciambella di salvataggio.

Praticamente fuori tempo massimo, ma le pressioni da parte della provincia hanno fatto sì che da Roma arrivasse l’attesa risposta.

Diciotto milioni di euro che si aggiungono ai sei già stanziati, per realizzare gli impianti di dearsenificazione. Soldi non spuntati fuori con la bacchetta magica, ma tolti, almeno momentaneamente, dal capitolo per il depuratore in zona Civita Castellana, che in regione si sono impegnati a rifinanziare con il prossimo bilancio.

Il commissario Renata Polverini ci mette una pezza, anche se con il primo gennaio 2013, quando scadrà la deroga concessa dall’Unione Europea e i limiti non dovranno superare i dieci microgrammi per litro, ben pochi comuni saranno in regola e di conseguenza, almeno per un po’ di tempo scatteranno le ordinanze di non potabilità.

“Per i centri i cui limiti sono sopra i venti microgrammi – spiega l’assessore all’Ambiente della provincia Paolo Equitani – ci sono 34 dearsenificatori, per un importo di dodici milioni, alcuni dei quali saranno pronti entro la fine dell’anno, altri a inizio 2013.

Siamo a buon punto e gli utenti avranno acqua potabile di qualità”.

Il problema nasce per i comuni con limiti tra dieci e venti microgrammi. Il 31 dicembre scade la proroga e 150mila persone si troveranno con acqua non più potabile per la norma che entra in vigore.

Servono cinquantuno impianti per 34 comuni. “Ieri la regione – continua Equitani – ci ha comunicato la disponibilità per un totale di 24 milioni di euro per impianti già approvati in sede di conferenza dei servizi. In pratica siamo in grado d’appaltare.

Saranno utilizzati i fondi per l’impianto di depurazione del bacino di Civita Castellana, non ancora in fase di progettazione. La regione poi rimetterà le somme nel prossimo bilancio, da destinare all’opera. Adesso si affronta l’emergenza primaria, che è l’arsenico”.

Entro l’anno gli appalti e nei primi sei mesi la consegna degli impianti. Nel tempo, come fa notare lo stesso Equitani, sono stati spesi 36 milioni, se si fosse fatta un po’ di programmazione negli anni, il problema si sarebbe potuto risolvere definitivamente.

“In ogni caso – sottolinea il presidente Marcello Meroi – siamo molto soddisfatti per avere trovato questa via d’uscita e nella nota inviataci dalla regione è importante come l’assessore in regione sottolinei l’impossibilità di far fronte da parte dell’Ato 1 a una simile emergenza.

Adesso il problema non è fine anno, conta che mai in precedenza, nessuna amministrazione regionale, in virtù di tutte le deroghe concesse, si era assunta un impegno del genere. Una vittoria del territorio che unito ottiene risultati”. E quindi della provincia. Quasi una beffa, proprio ora che sta per andare in pensione.

Giuseppe Ferlicca


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26 ottobre, 2012

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