Riceviamo e pubblichiamo – Sei venuta dalla Sicilia e di quella terra hai portato a Viterbo il calore del sole che la arroventa e l’inebriante energia di un popolo abituato alla contaminazione di altre culture.
E a Viterbo sei rimasta. Per sempre.
Qui hai trovato l’amore tenero e avvolgente del tuo compagno e hai scelto di crescere i tuoi figli.
La piccola Costi, la tua fotocopia. Sensibile, creativa, di un’intelligenza brillante, sempre attenta agli altri pur alla sua tenera età.
Ed Eli. Lei non è nata dal tuo grembo, eppure alla terribile notizia si disperava, “era la mia mamma” straziando tutti noi, che non riusciamo a darci pace.
E poi stava arrivando Manfredi. Little Fred, ti piaceva chiamarlo quando scalciava e si dimenava nel tuo bel pancione. “Sarà un peperino” dicevi.
Trovare una ragione a quello che è successo non è possibile e niente potrà lontanamente colmare l’immenso spazio vuoto che lasci, Giusy.
Le persone come te sono di quelle che attraversando le vite degli altri le migliorano, le arricchiscono, le segnano in modo indelebile.
La leggerezza con cui ti prendevi cura degli altri, soprattutto dei più piccoli, facendo cose enormi per loro e per le loro famiglie era il tuo tratto fondamentale.
Come se sottrarre tempo a te stessa, ai tuoi interessi, alle tue passioni per dedicarlo agli altri fosse normale. Lo è sempre stato per te perché eri una persona speciale e straordinaria.
E volevi che Costi, alla quale non mancava niente, facesse dell’accoglienza e della generosità il suo pane quotidiano. E per farle avere tutto, le hai fatto conoscere la tristezza e la solitudine di bambini più sfortunati di lei e le hai insegnato a condividere le sue cose e i suoi spazi per lenire con il calore della vostra famiglia la sofferenza degli altri.
Sei stata una mamma perfetta. Una donna di un rigore morale e di un’onestà fuori dal comune.
In un mondo che eleva l’apparire e il possedere a modello di successo, tu hai sempre contrapposto la semplicità, la sobrietà, la solidarietà fatta di gesti concreti.
Tu e Marisa ci avete lasciato a una settimana di distanza l’una dall’altra. E questa città è più povera. Più triste. Più grigia.
Eravate due persone eccezionali. Lo testimonia lo sgomento di tanti che hanno avuto la fortuna di conoscervi, di apprezzarvi e di amarvi.
Oggi che non ci siete più il rammarico più profondo è quello di pensare che forse è tardi per darvi lo spazio che meritate.
In un momento in cui troppi esempi negativi riempiono le cronache, le vite come le vostre sono l’humus da cui ripartire.
Ti voglio salutare ricordando quella stampa variopinta che mi hai regalato qualche compleanno fa. Il trenino corre nella notte fischiando: “Il pregiudizio è il vero handicap”.
Di pregiudizi non ne hai mai avuti, verso nessuno. Hai saputo tirare fuori il meglio dalle persone che hai incontrato attraverso il rispetto e la fiducia. E la forza tranquilla con cui ti muovevi in questo mondo complicato è quello che faticosamente sto cercando in queste ore di dolore per la tua perdita.
La tua vita biologica si è spezzata. Ma con essa non si perderà quello che hai fatto. Ne raccogliamo l’eredità coscienti che per esserne all’altezza dovremo impegnarci a essere migliori.
Ciao Giusy e grazie con tutto il cuore di esserci stata.
Giulia
I funerali di Giuseppina Speciale si terranno martedì alle 14,30 nella chiesa del Murialdo. Oggi, lunedì, nel pomeriggio a Belcolle verrà allestita la camera ardente.
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