– A scuola si può anche andare a piedibus.
Ieri mattina è partito l’esperimento.
Quaranta bambini della elementare “Silvio Canevari”, in una compostissima fila indiana preceduta e seguita da due vigili urbani, sono partiti a piedi alle 7,40 dal Comando della Polizia Locale e, dopo quattro “fermate” tra cui il Palazzetto dello Sport, sono arrivati puntuali a scuola dove ad attenderli c’era il dirigente Giuseppe Guastini. Entusiaste le mamme, presenti numerose a questo primo singolare appuntamento.
“Siamo soltanto all’inizio”, ha detto l’assessore alla Pubblica Istruzione Massimo Fattorini che ha accompagnato i bambini insieme ai consiglieri comunali Maurizio Federici, Linda Natalini e Maurizio Pinna.
“Questa iniziativa – ha aggiunto -, che ha visto il grande impegno di Paolo Serafini, tecnico di radiologia dell’ospedale, l’entusiasmo delle mamme e la disponibilità della Polizia Locale che ringrazio, deve essere estesa ad altre scuole. Camminare fa bene ai bambini che, nello stesso tempo, hanno la possibilità di conoscere meglio i segnali stradali e di assumere comportamenti più responsabili nel percorrere le strade della propria città”.
Il comune di Viterbo ha intenzione di acquistare le pettorine rifrangenti da far indossare ai ragazzi e i poncho antipioggia.
“Piedibus – ha sottolineato il sindaco Giulio Marini – ha una doppia valenza: educativa e ambientale. I bambini, andando ogni mattina a scuola a piedi, si responsabilizzano perché sanno che stanno facendo un’esperienza la cui buona riuscita dipende anche dalla disciplina individuale. Il fattore ambientale è poi molto importante. Con questo progetto, infatti, si ridurrà di molto il traffico vicino alle scuole, un problema che si ripropone in modo pesante ogni giorno soprattutto nel centro storico”.
Il Piedibus, iniziativa già attiva in altri comuni italiani e in molti paesi del mondo, si comporta come un autobus che al posto delle ruote ha i piedi, quelli dei bambini.
Parte regolarmente da un capolinea e, a orari prestabiliti, deve rispettare una serie di “fermate” per prelevare i piccoli passeggeri.
Il gruppo è accompagnato da due adulti, quello davanti fa da “autista” e quello in coda fa da “controllore”.
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