Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Operazione Transilvania games - Ricaricati conti gioco per oltre 273mila euro e prelevati più di 255mila euro - Le accuse vanno da associazione per delinquere, frode, ricilaggio e ricettazione

Clonavano carte di credito, 19 arresti nella Tuscia

Operazione Transilvania games - Uno degli arrestati

Operazione Transilvania games - Uno degli arrestati

L'operazione Transilvania games

– Clonavano carte di credito, 19 arresti nella Tuscia (video).

Dalle prime ore di questa mattina oltre duecento finanzieri del comando provinciale di Roma sono in azione sul territorio nazionale per un’imponente operazione di polizia, che ha messo fine all’attività di un’organizzazione di soggetti dell’est Europa (romeni e macedoni), specializzata nella clonazione virtuale di carte di credito.

31 i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento, frode informatica, riciclaggio e ricettazione. Numerose anche le perquisizioni ancora in corso. Oltre 350 invece le persone, in tutta Italia, i cui dati sono stati rubati on line.

Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria di Roma e coordinate dalla Procura della Repubblica di Viterbo (procuratore capo  Alberto Pazienti e il sostituto procuratore Renzo Petroselli), nella cui provincia risiedono 19 delle 31 persone colpite dall’ordinanza, sono scattate dopo l’esposto presentato alla Finanza da un cittadino, vittima del fenomeno del cosiddetto phishing, ossia l’acquisizione fraudolenta on line di dati sensibili, in questo caso relativi a carte di credito, poi utilizzati per prelevare contanti, effettuare acquisti su internet, ecc.

In particolare, l’uomo, nel corso di una transazione sul web, si sarebbe accorto di non aver più disponibilità di denaro sulla sua carta elettronica in quanto svuotata del credito dopo di un’operazione non autorizzata ed effettuata da ignoti su un sito di scommesse.

Partendo da questo episodio, i finanzieri sono riusciti a ricostruire l’attività di una vera e propria organizzazione criminale, con a capo tre soggetti di origine romena che, attraverso l’uso di mail trabocchetto e altri accorgimenti informatici, sarebbe riuscita a impossessarsi delle credenziali (numero della carta e password dispositive) di numerose carte di credito.

A quanto si apprende, le carte così virtualmente clonate venivano poi usate per ricaricare conti di gioco aperti all’operatore Sisal match point (del tutto ignaro del raggiro), intestati a soggetti dell’Europa dell’Est che facevano parte dell’associazione. I conti sarebbero stati quindi usati per fare scommesse, con l’unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte.

Il passaggio successivo consisteva nella monetizzazione delle somme vinte attraverso la loro immediata riscossione attraverso prelievi on line dai conti di gioco e contestuale accredito su carte postepay intestate agli stessi soggetti. Da qui i soldi venivano prelevati in contanti attraverso normali sportelli bancomat postali e bancari.

Con questo sistema sono stati ricaricati conti gioco per oltre 273mila euro, attraverso circa 560 operazioni su carte di credito, e prelevati più di 255mila euro.

Oltre agli arresti, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno anche sequestrato, su disposizione del gip del tribunale di Viterbo, trenta conti gioco Sisal match point illecitamente ricaricati e 32 carte Postepay in cui sarebbero sono confluite le somme di denaro frutto di reato, insieme a queste ultime.

Con l’esecuzione dell’odierna operazione, le fiamme gialle hanno inferto un duro colpo al fenomeno illecito dell’utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento, dilagante negli ultimi anni.

Le forze dell’ordine fanno sapere che le e-mail trabocchetto, usate per carpire i dati personali, contengono quasi sempre avvisi di particolari situazioni o problemi verificatesi con il proprio conto corrente o carta di pagamento (ad esempio un addebito enorme, la scadenza dell’account, il rinnovo credenziali, ecc.), per il cui superamento l’e-mail invita il destinatario a seguire un link, presente nel messaggio, che però non porta al sito web ufficiale  della banca, ma a una copia fittizia situata su un server controllato dal phisher, utilizzata per ottenere dal destinatario i propri dati personali.

19 febbraio, 2013

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564