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Partito democratico - Direzione provinciale - Il vicesegretario: "Questo è il segnale che chi sta fuori da qui si aspetta da noi e io lascio" - Egidi: "Nei momenti difficili non si deve andare via bisogna restare e combattere"

Alessandro Dinelli si dimette

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Alessandro Dinelli

Alessandro Dinelli

– Alessandro Dinelli si dimette.

Dalle parole ai fatti. Il vicesegretario del Pd Alessandro Dinelli ha lasciato il suo incarico rassegnando le dimissioni nel corso della direzione provinciale di questo pomeriggio.

Dinelli, già nella riunione dello scorso sabato 16 marzo, aveva chiesto alla segreteria di presentarsi dimissionaria dopo il deludente risultato elettorale ottenuto dal Partito democratico.

Dinelli dunque lascia. “Questo è il segnale che chi sta fuori da qui si aspetta da noi e io mi dimetto“, ha detto durante la direzione.

Nei momenti difficili non si deve andare via bisogna restare e combattere“, ha replicato il segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi, subito dopo le dimissioni di Dinelli.

“La segreteria non è mediocre – ha aggiunto Egidi, replicando al giudizio di Giulia Arcangeli, intervistata da Tusciaweb -. Perché grazie alla segreteria si faranno le primarie il 7 aprile. Queste sono le cose che contano. E poi è merito anche della segreteria se c’è un consiglio regionale del Pd, del centrosinistra. Nel 2008 abbiamo fatto meglio perché avevamo un ministro uscente. Per quanto riguarda il risultato elettorale, il problema non sono Fioroni e Sposetti nelle liste”.

Con l’intervento del segretario provinciali la riunione si è conclusa. Si andrà alla sostituzione di Dinelli nei prossimi giorni.

La direzione si era aperta con un intervento dell’ex consigliere provinciale Antonio Rizzello che, da buon avvocato, ha fatto una difesa d’ufficio di Andrea Egidi, sostenendo che “le dimissioni della segreteria non servano a niente. I responsabili della sconfitta sono i dirigenti e gli iscritti che non si sono impegnati, non Egidi o gli altri membri della segreteria”.

Critico con i vertici del Pd, invece, Alessandro Angelelli. ” Il Pd ha perso – ha affermato -. I risultati ottenuti da Renzi alle primarie erano un chiaro segnale chiaro lanciato dall’elettorato. Abbandoniamo l’arroganza che è insopportabile nei vincitori e grottesca negli sconfitti. Diamo un segnale forte agli elettori: o innoviamo o muoriamo”.

Fuori dal coro Fraticello. “Andare tutti a casa non è la soluzione. I risultati non sono brutti. In 15 comuni su 60 il Pd è il primo partito alla camera”, ha sostenuto.

Lina Novelli si è barcamenata e non si è dimessa dagli incarichi pur essendo parronciniana. Poi è intervenuta Anna Guadagnini: “Serviva un cambiamento invece, come sempre, è prevalso lo spirito di conservazione. Le dimissioni forse non sono la soluzione, ma rappresentano un segnale utile”, ha detto.

Marco Pifferi di Acquapendente, invece,  si è schierato con il segretario provinciale: “La colpa della sconfitta – ha argomentato – è di chi ha perso le primarie e dopo non si è impegnato, non di Egidi”. Dopo di lui tocca a Dinelli che, nella precedente riunione, con un gesto di autocritica aveva chiesto alla segreteria di presentarsi dimissionaria”.

E poi è esplosa la bomba delle dimissioni di Dinelli.


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21 marzo, 2013

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