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Elezioni comunali 2013 - Parla Nando Gigli che promuove l'ex presidente della Coldiretti e boccia Marini

Il nuovo? Michelini…

di Paola Pierdomenico
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Rodolfo Gigli

Rodolfo Gigli

– “Se Michelini non è il nuovo, chi lo è?”. “I grillini sono emeriti sconosciuti”. “Marini non è la persona giusta a garantire il risultato al Pdl”.

Per il momento Nando Gigli si dice fuori dalla politica anche se ha ben chiaro il quadro che si sta delineando in vista delle elezioni comunali di maggio. Se Leonardo Michelini dovesse vincere le primarie del centrosinistra, Gigli non avrebbe problemi ad appoggiarlo, perché in lui vede una candidatura innovativa e l’unica opportunità di vittoria per il Pd in una città che vanta un elettorato moderato.

Tra i due, però, nessun contatto ufficiale, negli ultimi giorni. Almeno così si dice. Solo battute a distanza. Lo stesso Michelini, infatti, durante il confronto con gli altri candidati per le primarie del centrosinistra dello scorso mercoledì, ha scherzosamente tirato in ballo l’ex consigliere regionale, sostenendo di trovarsi al dibattito in rappresentanza proprio di Gigli e di Fioroni. “Fa pure lo spiritoso – afferma ridendo Gigli -. Lo apprezzo, mi sembra che sia nello stato d’animo giusto per affrontare la competizione. Credo la sua sia stata una battuta simpatica in risposta a un’azione martellante che lo accredita come il candidato nato da chissà quali intese segrete. Non rivedo i miei orientamenti e ho sempre detto che se si fosse candidato come sindaco, lo avrei sostenuto”.

Scarso l’interesse di Gigli per le primarie del centrosinistra. “Ho visto chi sono i tre candidati. Conosco Serra che è stato consigliere nel periodo in cui lo ero anche io. E’ una persona seria e valida, ma se si parla di novità, mi sento di dire che lui è nuovo almeno quanto lo è Michelini e forse un po’ meno. Se dovessi scegliere tra i due, dunque, non ho difficoltà a dire che mi sento più propenso a sostenere Michelini e non solo per i suoi trascorsi politici che si perdono nella notte dei tempi, ma perché è un imprenditore che ha dimostrato negli anni capacità e serietà. Insomma è un elemento di novità“, ribadisce Gigli.

Il cambiamento, secondo Gigli, sta nel fatto che Michelini non ha frequentato i palazzi del potere o ricoperto incarichi amministrativi. “Entra in politica dopo 35 anni e ha una sola legislatura alle spalle, vuol dire praticamente che non se n’è mai occupato. E’ stato presidente della Coldiretti che è un elemento che lo rende ancora più interessante perché non è estraneo ai problemi della città che fa dell’agricoltura l’asse portante. Da questo punto di vista, quindi, mi sembra meriti la massima considerazione, indipendentemente dalle simpatie personali e dagli orientamenti. Non è uno che esce adesso dal consiglio comunale, se non è il nuovo lui, dunque, chi lo è”, si domanda Gigli.

Per giudicare un candidato servono comunque altri fattori. “La novità è sicuramente un fattore importante, ma non di certo l’unico per valutare le capacità o le potenzialità di un candidato sindaco. E’ antipatico fare dei confronti, ma se proprio devo, dico che Serra, per esempio, fa il consigliere comunale da dieci anni e quindi non si può dire che sia il nuovo e Michelini il vecchio. Non capisco anzi, chi sostiene questa tesi”.

Gigli reputa l’ex presidente di Coldiretti un’opportunità per il Pd. “Torno a dire che la candidatura di Michelini può recuperare la mancanza di consenso dell’elettorato moderato viterbese nel centrosinistra. E’  l’unico elemento che può garantire un risultato positivo alla lista del Pd recuperando i voti dei moderati. Alcuni esponenti di questo partito però ancora non lo capiscono. A Viterbo, il Pd da solo è destinato a perdere non so ancora per quanti anni. Dovrebbero tenerlo presente personaggi come Serra o quelli che sostengono che la candidatura di Michelini sia una specie di tradimento. E’, invece, l’unica opportunità che gli si offre per capovolgere l’orientamento dell’elettorato viterbese e governare la città”.

La storia insegna. “La Democrazia cristiana ha avuto il merito di saper intercettare il voto di destra e portarlo a sostenere una politica di centrosinistra. Parliamoci chiaro – spiega -, la Dc a Viterbo non è mai stata su posizioni di centrodestra, però è riuscita ad attrarre il consenso moderato. Almeno è quello che ho fatto io nel momento in cui rappresentavo quel partito“.

Una settimana fa l’attuale sindaco Giulio Marini ha annunciato la sua ricandidatura per il Pdl. “Lui non è certamente una novità ed esce oltretutto da un’esperienza poco esaltante, non tanto per demerito suo, ma anche per la situazione che si è trovato a gestire. Viterbo ha un elettorato moderato, ma questa volta il Pdl avrà delle difficoltà e non ritengo Marini la persona adatta a garantire il risultato. Siamo comunque in una fase in cui fare previsioni è azzardato, con l’entrata in campo di Grillo che ha sconvolto i parametri di giudizio”.

Tra le candidature anche quella di Filippo Rossi con il movimento Viva Viterbo. “Non lo conosco e quindi non voglio esprimere giudizi. Mi sembra solo una candidatura nata improvvisamente. Non ho mai assistito alle iniziative di Caffeina, ma da quello che so, sono culturalmente interessanti. Questo, però, non può essere un motivo sufficiente per potersi accreditare come il candidato che ci vuole per Viterbo”.

Non manca una lista del Movimento cinque stelle di Grillo che per Gigli resta la grande incognita di questa fase politico-sociale del paese e della provincia. “Sono degli emeriti sconosciuti e la gente non vota i candidati, ma Grillo, o almeno quello che presume Grillo possa rappresentare. E’ un voto di protesta, reazione e può darsi anche di speranza che le cose cambino. Cambiare però non è sufficiente, perché bisogna cambiare in meglio e non credo che il M5s possa rispondere a questo disegno politico, perché mancano esperienza e formazione. Gli appartenenti saranno sicuramente bravissime persone, ma non basta per essere bravi amministratori, specie in questa delicata fase politica nazionale”.

Oltre alle liste che fanno riferimento ai partiti tradizionali, sono fiorite diverse liste civiche. “E’ una dispersione che rischia di frantumare l’elettorato e favorire l’affermarsi di candidati che la gente non ritiene i migliori. La vittoria può arrivare anche con un risultato molto modesto e non mi sembra positivo. Sono comunque convinto che da qui a maggio il quadro politico sia destinato a cambiare ancora.

Un conto sono le liste che oggi si preannunciano e un altro quelle che si presenteranno davvero. Probabilmente alcune alla resa dei fatti poi faranno marcia indietro. Non è una cosa facile fare una lista a meno che non voglia solo essere un elemento di disturbo. Staremo a vedere, sono piuttosto scettico che tutti quelli che annunciano di scendere in campo poi alla fine lo faranno effettivamente”.

Paola Pierdomenico


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29 marzo, 2013

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